Querelle Casa Ascoli, parla il commissario: «Nomina legittima»
Dopo l’annuncio della mozione di sfiducia al sindaco, il dottor Pezzoli: «Rivendico il risanamento e i risparmi»
Massa. La proposta di mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Francesco Persiani su Casa Ascoli, anticipata da Antonio Cofrancesco del gruppo misto, agita la politica. Motivo del contendere, fra l’altro, il fatto che il commissario Alessandro Pezzoli abbia nominato l’ex dirigente comunale Massimo Tognocchi come sub commissario e i relativi costi. Tra le domande: lo poteva fare? A intervenire sulla vicenda è proprio il commissario stesso, che sottolinea: «Ribadisco che rientra nei miei poteri di Commissario Straordinario stipulare contratti di collaborazione»; e cita varie normative: Decreto Legislativo 18 aprile 2016 n. 50 e il Decreto Legge 16 luglio 2020 n. 76 "Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale", convertito dalla legge 11 settembre 2020, n. 120; l’art. 51 del D.l. 31.5.2021, n. 77 sulla Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza; l’articolo 1 comma 2 lett. a) del D.l. n. 76/2020 nel testo vigente, il quale prevede l'innalzamento ad euro 139.000 della soglia per l'affidamento diretto anche senza obbligo di previa richiesta di preventivi; la Circolare n. 6 del 4 dicembre 2014 del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, con oggetto: ”Interpretazione e applicazione dell'articolo 5, comma 9, del decreto-legge n. 95 del 2012, come modificato dall'articolo 6 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90”, «secondo la quale - aggiunge il dottor Pezzoli - tra gli incarichi consentiti ai dipendenti in quiescenza della Pubblica Amministrazione rientrano gli incarichi di Commissario e Sub commissario così come Testualmente indicato: “Per la loro natura eccezionale, non riconducibile ad alcuna delle ipotesi di divieto contemplate dalla disciplina in esame, devono poi ritenersi esclusi anche gli incarichi dei commissari straordinari, nominati per l'amministrazione temporanea di enti pubblici o per lo svolgimento di compiti specifici. Similmente può dirsi, ovviamente, per i sub-commissari».
Un lungo preambolo giuridico, poi prosegue Pezzoli: «Sulla base dell’esperienza e la conoscenza dell’Apsp (Azienda pubblica di servizi alla persona) e delle capacità del dottor Tognocchi, e dopo aver considerato inoltre che occorrevano interventi urgenti, adeguamenti normativi sulla struttura di accoglienza e la definizione dei provvedimenti sostanziali mancanti dal 2018/2019, ripeto che ho deciso, in piena autonomia, di nominare Sub commissario il dottor Tognocchi».
Il nodo dei costi
Prosegue: «Ribadisco inoltre che l’ex direttore costava (riferimento dati 2019), con una struttura attiva Ascoli e la Pelù appena avviata (per circa 7 mesi) 80.000 euro l’anno. La sua assistente di direzione aveva un costo di 36.000 euro l’anno; quindi, totale costo precedente della direzione: 116.000 €/anno. Il costo del Commissario è di 54.000 euro l’anno, quello del sub commissario ad interim, è di 42.000, per un totale di 96.000 euro l’anno solamente sul 2021-2022, con due strutture a pieno regime e l’emergenza sanitaria Covid. Pertanto, a pieno regime, senza considerare l’attività commissariale, di natura straordinaria e provvisoria, la gestione attuale ha un costo complessivo annuo di 96.000 € contro i 116.000 € precedenti».
Conclude il commissario Pezzoli: «Inoltre mi preme ricordare che l’attività commissariale ha riportato in balance la Apsp già nel 2021 iniziando i lavori da maggio 2021 (7 mesi); sono stati definiti i piani finanziari e di ristrutturazione dei debiti nei confronti dei fornitori, riducendo considerevolmente il debito e determinato la razionalizzazione delle rateizzazioni degli stessi, senza la necessità di alcun appoggio finanziario esterno. La cassa creata nel 2021, nonché quella prospettica dei successivi 6 anni coperti dalla nuova modalità di gestione ed assistenza dell’ente, permetteranno l’estinzione delle posizioni debitorie così ridotte; la configurazione attuale ricalca quella che, ritengo, sia adeguata per gestire tutte le problematiche ordinarie delle strutture nonché varie ed eventuali attività collaterali di natura eccezionale». Non solo: «L’attuale configurazione ha consentito di ridurre, ritengo rapidamente, molti dei problemi ordinari presenti nella Apsp nonché allineare buona parte delle attività che, nei termini di legge, sarebbero già dovute essere eseguite tra il 2017 ed il 2020 dalla precedente gestione; la gestione attuale ha una prospettiva di risparmio annuo del 30% dei costi precedentemente cristallizzati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
