Il Tirreno

L’emergenza guerra

Le donne ucraine raccontano la fuga e gli uomini rimasti a combattere

Camilla Di Maria
Le donne ucraine raccontano la fuga e gli uomini rimasti a combattere

Commozione all’iniziativa dell’associazione Padre Damiano durante la quale è anche risuonato l’inno dell’Ucraina

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Massa. Bandiere ucraine, tante persone e commozione all’incontro di ieri, domenica 20 marzo, organizzato nel convento dei padri cappuccini per lanciare un messaggio di pace, a cui erano presenti anche le lavoratrici ucraine del nostro territorio, alcune famiglie appena arrivate e i frati del convento. «Questo è un momento triste per la nostra umanità», così l’intervento di Desiderio Antonioli, presidente dell’Associazione Padre Damiano (il sacerdote scomparso a inizio 2002 all’età di 92 anni e una vita trascorsa dedicandosi agli altri): «C’è soltanto terrore, paura e morte; la vita non conta niente, l’unica cosa importante è l’economia. Questo incontro vuole essere una chiamata di pace per fermare la morte di tante persone innocenti».

Antonioli, inoltre, ha fatto presente che in questi giorni è partito un tir con beni di prima necessità. Ma, oltre a questo, carico anche di «speranza e amore, che possa essere trasmesso a chi, adesso, sta soffrendo», ha spiegato.

«Tutti quanti siamo ucraini e tutti quanti stiamo soffrendo per voi», ha concluso così il suo intervento Antonioli: «Siamo in marcia per la gloria di questo popolo».

Sostenuta da queste parole e dalla presenza di molte persone ha deciso di prendere parola anche Irina, di origini ucraine, che vive in Italia da dieci anni e – proprio in questi giorni – è riuscita a far venire in Italia (come stanno facendo tanti suoi connazionali) parte della sua famiglia per concedere ai suoi cari i un po’ di tranquillità. Suo padre e i suoi due fratelli, invece, sono rimasti a combattere. «Dobbiamo agire per portare via le persone dalle rovine», spiega Irina commossa: «Perché ogni giorno muoiono bambini, mamme e persone anziane innocenti. Non è giusto ritrovarsi di fronte a questa realtà surreale: agiamo e cerchiamo di aiutare le persone che, purtroppo, non riescono a liberarsi da questa situazione».

Le parole di questa donna hanno commosso molto tutti i presenti, molti dei quali non sono riusciti a trattenere le lacrime al solo di pensiero di questa dura e inconcepibile realtà dei fatti.

«Lo scoppio della guerra è stato uno choc per tutti», ha raccontato Lucia Astegiano, della cooperativa sociale “Foglia del Tè”: «Queste sono storie di dolore. Lasciano i loro uomini, che resistono. Il nostro obiettivo deve essere quello di riportare la pace su questo territorio e aiutare. Il popolo ucraino deve essere accolto, soprattutto i bambini che si porteranno dietro questo trauma per tutta la vita».

Pace e aiuto reciproco, sono i messaggi che questo incontro molto partecipato ha voluto veicolare a favore di queste persone sfortunate. «Dobbiamo lottare in qualunque modo per ottenere la pace», sono state le parole di Vincenzo Ozioso.

L’incontro si è chiuso, oltre che con le note dell’inno dell’Ucraina, anche con la promessa di impegno, da parte del Convento Padri Cappuccini, di mantenere sempre le porte aperte per ogni necessità degli amici dell’Ucraina, e di aiutarli, per quanto possono, per tutte le loro esigenze.

Un aiuto diffuso su tutto il territorio della provincia di Massa-Carrara che ospita anche uno dei centri raccolta della Regione Toscana per i generi di prima necessità inviati, e d da inviare alla popolazione ucraina in fuga dalla invasione e dal conflitto.

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