Il Tirreno

Lunigiana, il caro-energia chiude gli impianti sciistici

Donatella Francesconi
Il campo scuola di Zum Zeri aperto solo la domenica per il caro-energia
Il campo scuola di Zum Zeri aperto solo la domenica per il caro-energia

A Zum Zeri disponibile solo il campo scuola la domenica. E Cerreto apre esclusivamente nei fine settimana

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ZERI. Stazione sciistica chiusa a Zum Zeri, tranne il campo scuole che rimane aperto solo la domenica. Il caro energia taglia le gambe ai gestori degli impianti e così anche quelli di Cerreto Laghi resteranno chiusi, nel corso della settimana, a partire da lunedì prossimo. Al danno si aggiunge la beffa: infatti c’è neve, come spiegano i gestori di entrambe le località sciistiche. Maurizio Viaggi è il presidente della associazione sportiva “Ginnastica sport servizi” che da otto anni gestisce la stazione sciistica di Zeri: «Ogni battipista va rifornito con 400 litri di gasolio. Impensabile con questi prezzi, anche considerando che noi non possiamo godere neppure delle agevolazioni riservate agli autotrasportatori. Per non parlare dell’energia elettrica il cui costo è triplicato per noi». Così è spento e silenzioso il cannone sparaneve: «Abbiamo smesso di sparare», continua Viaggi, «perché ogni notte in cui spariamo ci costava dai 500 ai 700 euro e adesso costa tre volte di più». Per non parlare dei listini prezzi: «Li abbiamo lasciati com’erano, ma certo che sono fatti su previsioni che non sono più quelle attuali». A tutti i costi va aggiunto anche quello del riscaldamento per i rifugi, con temperature che ancora sono rigide. Viaggi metta l’accento su una questione ben più generale: «La montagna sta pagando un costo sociale salatissimo. Qui fa ancora freddo e i nostri anziani, che sono molti, hanno necessità di riscaldarsi. Per non parlare di quanto pesa questa emergenza energia per ristoranti e hotel: i cui clienti se ne rimangono in Riviera e a mangiare fuori vanno in bicicletta». Scollinando, il post su Facebook diretto agli amanti delle nevi è di quelli che fa sobbalzare: questa è l’ultima settimana nella quale gli impianti di Cerreto Laghi saranno aperti non solo nel fine settimana. Dalla prossima, e fino a Pasqua, saranno aperti nel fine settimana (meteo e neve permettendo) . I gestori degli impianti di Cerreto proseguono: «L’aumento del costo del gasolio e dell’energia elettrica e la scarsa affluenza settimanale non ci permette di mantenere aperti gli impianti durante la settimana perché i costi sono troppo elevati e non consentono alla “Turismo Appennino” di operare in condizioni di economicità. Ci dispiace davvero ed è stata una scelta difficile e molto ponderata. Ma, purtroppo, al momento non ci sono gli estremi per continuare a tenere aperti gli impianti durante i giorni feriali dopo il 20 marzo». Al telefono con il Tirreno, Marco Giannarelli spiega: «I costi dell’energia elettrica sono triplicati rispetto alla normalità. Rimettere tutti i giorni due-tremila euro non si può mica. Noi siamo una piccola stazione privata alla quale arrivano bollette da 40mila e passa euro al mese». In questi giorni è stato tutto un giro di telefonate tra gli impianti di Emilia Romagna e Toscana, frequentati dagli appassionati di entrambe le Regioni e anche da quelli della Liguria: «Ci siamo sentiti con le altre località», racconta Giannarelli, «e qualcuno chiude, altri – più grandi – riducono il numero degli impianti aperti. Noi siamo una piccola stazione privata. Nonostante ci sia ancora neve, di famiglie non ce ne sono, non c’è proprio gente. Vediamo una grande confusione il fine settimana, ma negli altri giorni proprio niente». Perché il costo della benzina alle stelle e le incertezze sul costo della vita in aumento senza freni tengono a casa le famiglie appassionate della neve. A catena il risultato è che anche per quanto riguarda gli alberghi «già adesso tanti stanno aperti solo il fine settimana. Perché tenere aperto è difficile così». Colpito il turismo, dal caro energia, ma non solo: «Scendendo nel reggiano», ricorda il titolare della “Turismo Appennino” che da dodici anni gestisce gli impianti sciistici di Cerreto Laghi – tante imprese delle ceramiche stanno chiudendo perché non riescono a pareggiare i conti. È un problema serio». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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