Il Tirreno

Il caso 

Calacatta Bondielli e regolamento marmo, la parola al tribunale

M.B.
Calacatta Bondielli e regolamento marmo, la parola al tribunale

L’azienda aveva fatto ricorso al presidente della Repubblica sostenendo che sono stati lesi i suoi diritti sulle cave

2 MINUTI DI LETTURA





Massa. Sarà il tribunale ad occuparsi del regolamento degli agri marmiferi e in particolare della questione sollevata dalla ditta Escavazione Calacatta Bondielli. La società aveva presentato ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro il Comune di Massa avverso l'approvazione del regolamento comunale 219 del 4/12/2020. E il Ministero della transizione ecologica ha chiesto il parere del Consiglio di Stato.

Si ripercorre che la società Escavazione Calacatta Bondielli opera nel settore lapideo ed è titolare di un livello perpetuo, ovvero un diritto di godimento di un sito estrattivo precedentemente in capo alla società Incomarbo srl. Di quest’ultima nel novembre 2015 è stato dichiarato dal Tribunale di Massa il fallimento. La società Ecb è, così, divenuta titolare del diritto di livello - ovverosia di un diritto reale minore, di godimento del bene – anche sulle cave della società fallita. Il 4 dicembre 2020 - prosegue l’analisi del Consiglio di Stato - il Comune di Massa ha approvato il Regolamento comunale degli agri marmiferi, introducendo una disciplina che – ad avviso dei ricorrenti - lede i diritti della società Ecb, sostanzialmente disconoscendo il diritto di livello perpetuo su tutti gli agri marmiferi comunali, e quindi anche sulle cave in proprio possesso. Dopo il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica con cui la Calacatta Bondielli ha impugnato il Regolamento comunale degli agri marmiferi del Comune di Massa, chiedendone l’annullamento, fra l’altro, per violazione di legge e eccesso di potere, successivamente il Comune di Massa ha presentato opposizione e chiesto la sua trasposizione in sede giurisdizionale. Notificata, dunque, l’opposizione alla trattazione della controversia in sede straordinaria, consegue, si fa notare,l’improcedibilità del ricorso straordinario, risultando il Consiglio di Stato in sede consultiva spogliato di ogni potere decisorio.

Quindi, ricorso straordinario improcedibile in sede di giustizia amministrativa, se ne parlerà in tribunale.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani