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Massa, per il biodigestore Cermec avanti tutta con la progettazione
Pianeta rifiuti: anche il Consiglio di Stato dà il via libera
Massa. Nessuna sospensiva all’appalto di progettazione del nuovo impianto Cermec: dopo il Tar Toscana anche il Consiglio di Stato respinge la richiesta cautelare presentata in appello dalla seconda classificata, la Owac srl. Il raggruppamento temporaneo aggiudicatario (Cube, Cga, Mascitti) può così, definitivamente, proseguire le attività di progettazione definitiva del revamping che prevede l’introduzione del biodigestore anaerobico e il miglioramento del compostaggio agli impianti di via Dorsale.
Secondo i supremi giudici amministrativi, dunque, non c’è, al momento, motivo di ritenere che nell’aggiudicazione della gara indetta da Cermec vi siano stati errori o irregolarità. Come già dal Tar fiorentino, anche da Palazzo Spada è venuto un “semaforo verde” alla procedura, svoltasi a seguito di bando di gara europeo, fra agosto e novembre scorso. Alla gara, che prevedeva un importo a base d’asta di 430.000 euro - ricorda in una nota la società - avevano partecipato otto operatori economici e il raggruppamento Cube-Cga-Mascitti aveva ottenuto il punteggio massimo sia nella valutazione dell’offerta tecnica sia di quella economica (che ha fissato il costo finale in poco meno di 210.000 euro).
Nessun ritardo, quindi, nel cronoprogramma della progettazione e del successivo iter in Regione che potrà portare all’autorizzazione e successiva realizzazione del nuovo impianto, il cui valore stimato è di circa 23,5 milioni di euro e per il finanziamento del quale è stata presentata una scheda da parte di RetiAmbiente nell’ambito dei progetti Pnrr.
In particolare, nell’ordinanza, il Consiglio di stato conclude affermando che ad un primo esame, «tipico del giudizio di appello cautelare, le doglianze articolate, non si palesano, prima facie, assistite dal requisito del fumus boni iuris e richiedono, invece, una disamina più approfondita nella consueta sede a cognizione piena, sia per la complessità di alcune delle questioni giuridiche prospettate sia tenuto conto delle difese spiegate dalle parti resistenti e della motivazione dell’ordinanza del Tar». Insomma, se ne riparlerà nel merito. In ogni caso, «il contratto è stato già stipulato e l’interesse pubblico va reputato prevalente rispetto a quello dell’odierna appellante, meramente economico ed eventualmente ristorabile per equivalente». Traducendo, se nel merito la Owac dovesse avere ragione, riceverà un ristoro economico, eventualità per la quale Cermec si è già tutelata stipulando un’assicurazione.
Insomma, il miglioramento dell’impianto e il progetto del biodigestore, dal quale produrre biometano, va avanti. Tra gli obiettivi, anche quelli di abbattere i cattivi odori e, attraverso l’ammodernamento complessivo, arrivare a produrre compost di migliore qualità, e immettere sul mercato sia biometano che anidride carbonica, appetita dall’industria dei surgelati. A regime, l’impianto riceverà 60mila tonnellate di rifiuti organici: considerando la produzione di Massa, carrara e Lunigiana, si ipotizza che da fuori provincia ne arriveranno circa 20mila tonnellate l’anno, l’equivalente di tre tir da 25 tonnellate al giorno per trecento giorni lavorativi.
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