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Sin e inquinamento ambientale, dati choc sui tumori in provincia
Il cancro al polmone registra un +139% negli uomini. In aumento quello al fegato. E nelle donne un +92% per le patologie al sistema nervoso centrale
Massa-Carrara. Lo scorso 22 dicembre, in consiglio regionale, durante la discussione e votazione degli atti collegati al bilancio di previsione, Fratelli di Italia ha presentato un ordine del giorno, a firma del consigliere Vittorio Fantozzi, che chiedeva l’istituzione di un registro tumori certificato Airtum a Massa-Carrara. L’ordine del giorno è stato bocciato dal Pd che ha motivato la bocciatura sostenendo che un registro tumori a livello regionale già esiste, grazie agli studi effettuati sui dati relativi ai comuni dall’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro): «L’ordine del giorno – ha affermato il consigliere dem Enrico Sostegni, presidente della commissione per la tutela della salute – sarebbe di grande rilevanza, ma dalle informazioni che noi abbiamo recepito direttamente da Ispro esiste il registro tumori per tutta la Toscana e quindi anche per Massa-Carrara, con gli approfondimenti e con la disponibilità dell’istituto a fare ulteriori valutazioni. Quindi è errato il presupposto sul quale si fonda l’atto e per questo votiamo no».
Venerdì scorso, però, 4 febbraio, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, Giacomo Bugliani, anch’egli consigliere regionale del Pd e presidente della commissione bilancio, ha incontrato a Palazzo Ducale alcuni giovani attivisti dell’associazione “Insieme”, che gli hanno consegnato le firme da loro raccolte a partire dalla scorsa primavera, con il sostegno di altre associazioni, proprio per richiedere l’attivazione di un registro tumori specifico per il territorio apuano. La questione è molto importante e delicata, poiché è ormai risaputo che a Massa-Carrara, nonostante le aziende responsabili dell’inquinamento e dei problemi di salute siano chiuse ormai da anni, ci si ammala e si muore di più: uomini, donne e anche bambini. Le cause sono tumori ed altre patologie spesso riconducibili all’inquinamento chimico residuo del Sin, comprendente le quattro aree ex Ferroleghe ed ex Rumianca a Carrara ed ex Farmoplant ed ex Bario a Massa, per un totale di 116 ettari, ad oggi bonificati solo per il 10% dei terreni ed appena il 3% della falda. La conseguenza è che nei due comuni interessati dal Sin «si osservano eccessi di mortalità generale, sebbene in riduzione» e ancora eccessi per tutti i tumori (…) e per mesotelioma maligno prevalentemente da ricondurre a esposizioni occupazionali avvenute nel passato nell’area Sin, anche rilevanti per altri soggetti non residenti nel Sin ma che vi avevano lavorato; eccessi sono evidenziati inoltre negli uomini per tumori maligni dello stomaco ed emolinfopoietici (tumori dell’apparato che produce globuli bianchi e piastrine), mentre nelle donne per tumore al pancreas, melanoma cutaneo e tumori del sistema nervoso centrale». Lo scrivono i tecnici del Coordinamento regionale ambiente e salute (Coreas) nel “Rapporto sullo stato di salute dei quattro siti di bonifica in Toscana”, redatto nel novembre 2020. Nel 2013-2015, si legge nell’indagine, tra i residenti maschi di Carrara e Massa, «per le sedi tumorali con evidenza sufficiente o limitata di associazione con le esposizioni ambientali, si osservano eccessi di tumori maligni dello stomaco (+22%), del fegato (+84%), mesoteliomi pleurici (+139: tumore maligno ai polmoni) e del sistema emolinfopoietico (+17%) e un difetto di tumori nei tessuti molli (–62%). Nelle donne – prosegue la ricerca – si osserva un eccesso di tumori maligni del fegato (+35%) e un difetto di tumori polmonari (-22%). Per le altre sedi tumorali, tra gli uomini si osservano eccessi di tumori dell’esofago (+108%), mentre tra le donne si rileva un eccesso di tumori del pancreas (+26%), di melanomi cutanei (+39%: tumori della pelle) e di tumori del sistema nervoso centrale (+92%)». Il documento è un aggiornamento, a livello regionale, della quinta edizione dello studio epidemiologico nazionale Sentieri, pubblicato a giugno 2019 e coordinato dall’Istituto superiore di sanità in 45 Sin.
L’aggiornamento, che ha richiesto quasi cinque mesi di lavoro, ha riguardato i Sin di Massa e Carrara, Livorno e Collesalvetti, Orbetello, Piombino. Si tratta di un approfondimento sulle zone più inquinate della Toscana, approvato dalla giunta regionale con delibera n. 1520 del 9 dicembre 2019, che prevede anche una serie di studi di microarea, volti a chiarire ulteriormente le situazioni sanitarie di questi territori, ancora avvelenati da decenni di industria chimica, per stabilire gli interventi di bonifica da attuare.
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