Il Tirreno

CORDOGLIO DELL’ARMA DEI CARABINIERI 

Massa, è morto il maresciallo Pieraccini, il collega: «Con lui grandi indagini»

Roy Lepore
Massa, è morto il maresciallo Pieraccini, il collega: «Con lui grandi indagini»

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MASSA. Si è spento ieri mattina nella sua casa a Massa il maresciallo dei carabinieri in pensione Manrico Pieraccini. Aveva 66 anni. Originario del capoluogo apuano, aveva lavorato a Carrara, Bagnone e poi per 11 anni alla Compagnia di Viareggio a fianco del collega, maresciallo pure lui, Giulio Lazzeri, col quale ha condiviso tante indagini affidate loro dalla Procura di Lucca. «Ci chiamavano il gatto io e la volpe lui – dice Lazzeri – io ero più grande, lo consideravo un fratello. Eravamo una coppia affiatata e sul lavoro riuscivamo a ottenere buoni risultati. Non sentivamo mai la fatica, perché il nostro non lo consideravamo un lavoro ma una missione al servizio degli altri. Avevamo scelto questa professione e fino all'ultimo giorno in cui siamo stati in servizio l'abbiamo onorata al meglio».

Il procuratore capo di Lucca Domenico Manzione aveva conferito a entrambi un encomio. «Lo conservo sempre con molta gratitudine, incorniciato – sottolinea Lazzeri – e anche questo è un motivo per ricordarmi sempre di Manrico. Quando sono stato informato del decesso ho provato tanto dolore. Tante le inchieste che abbiamo seguito, come quella per gli attentati alle ville in Versilia, il dopo alluvione a Cordoso, le indagini sulla Circe, che hanno portato la Versilia alla ribalta delle cronache nazionali. Con Manrico, assieme agli altri colleghi c'eravamo sempre».

L'attaccamento all’Arma della famiglia Pieraccini viene rimarcato dal fatto che il nipote Ebano Guadagnucci è maresciallo alla stazione dei carabinieri di Querceta, mentre uno dei due figli, Paolo, è carabiniere alla stazione di Carrara. Lascia anche l’altro figlio Christian e la moglie Rosangela. Il funerale oggi alle 15 nella chiesa di Castagnola a Massa.

Roy Lepore

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