Il Tirreno

L’opera 

È dello scrittore Nicolai il volto del pascìa massese

I.Z.
È dello scrittore Nicolai il volto del pascìa massese

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Massa. A descrivere la statua è l’autrice Giulia Vatteroni. L’opera si compone di due figure: «Alì seduto con alle spalle una figura femminile velata. Ho voluto avvicinare la figura di Algeri a quella di una madre. Il rimando è ad esempio la corona, un richiamo alla casba algerina». I richiami a Massa sono invece nella parte bassa della scultura. «Il vestito di Alì sfuma in un effetto visivo che richiama lo scorrere dell’acqua, che culmina nel bassorilievo delle Apuane con davanti il mare, a rappresentare le sue radici». E poi c’è la figura di Alì, seduto e vestito con costumi tipici algerini, e raffigurato in età adulta. Questa scelta racchiude un vero e proprio omaggio allo scrittore, giacché ha prestato il proprio volto per raffigurare il pascià massese. Significative, e forse fonte di ispirazione, le parole di Riccardo Nicolai, dette poco prima alla presentazione: «Quando andai ad Algeri nel 2015 ebbi come la sensazione che il minareto prendesse sembianze umane e mi dicesse “Alì dopo 400 anni sei tornato a casa”. Oggi possiamo dire che Alì torna nel paese che l’ha accolto 4 secoli prima».

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