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«Un campus per l’Accademia Marmo: ecco cosa cambierei»

L.B.
«Un campus per l’Accademia Marmo: ecco cosa cambierei»

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Carrara. Incassa i saluti al telefono di Simona Bonafè (segretaria regionale Pd), poi passa ai ringraziamenti e a commentare quella «scelta coraggiosa di chi ha voluto dare un segnale e per la quale sono molto contenta». Parte così, poco dopo le 12 di ieri, il taglio del nastro simbolico, la prima uscita ufficiale di Serena Arrighi che a Ca’ Michele a Bonascola si presenta con la coalizione in suo sostegno, capeggiata dai “dem”. Nata nel settembre del 1972 all’ombra delle Apuane, mamma, laureata in ingegneria ambientale e figlia, racconta, di due dipendenti statali: dipendente anche lei, all’inizio, imprenditrice di successo poi con la BNova (una quarantina di impiegati spalmati tra le Apuane e Roma) azienda apuana che opera nel settore dei big data. «Sono rimasta a Carrara perché credo in questo territorio, nelle sue bellezze e nella sua qualità della vita. Ho accettato per vari motivi: la situazione necessita di interventi, chi ha qualcosa da dare deve farlo; il Covid, come esperienza collettiva, ci ha restituito anche occasioni di trasformazione. Penso alla rete di solidarietà e ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza», spiega. Poi i punti salienti di quel programma che, proprio come i nomi, i vertici, arriverà soltanto in un secondo momento: coesione sociale, scuola, cultura, sport, ripete in quest’ordine. «Abbiamo un programma lungo e ambizioso, ma con scadenze chiare. Per la scuola vogliamo partire dall’Accademia di Belle Arti con un progetto stile Imt di Lucca, dando un posto dove dormire ai tanti iscritti che vogliamo siano ancora di più. E vogliamo trasformare la scuola del marmo in istituto tecnico superiore di alto livello». Poi la tecnologia a dialogare con l’arte, la transizione digitale, il traffico e la mobilità. E il marmo? «Ancora presto, ma per il regolamento degli agri marmiferi partiremo dalle osservazioni fatte dal Pd a quello attuale. La nostra guida sarà a ogni modo il bene della comunità. Il porto? Aspettiamo di vedere i disegni del piano regolatore portuale». In coda la domanda sui giovani: «Sono importanti davvero, non solo come spot per la campagna elettorale, per questo pensiamo a un assessorato ad hoc».



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