Il presidio
“Pontremoli più” sul caso della classe ancora in via Roma
pontremoli. Scuola, privacy e diritto di critica: sono i punti salienti dell’interrogazione scritta dei quatto consiglieri (Elisabetta Sordi, Matteo Bola, Mario Bassi ed Elena Battaglia) del gruppo di minoranza “Pontremoli Più”. Tutto inizia il 29 dicembre scorso, quando all’interno di una chat WhatsApp di una classe della scuola dell’infanzia di via Roma, le maestre segnalavano di aver acquistato, con il contributo dei genitori, giochi che costituiscono anche arredi per la classe, precisando che, scrivono i consiglieri, «l’acquisto sarebbe stato di competenza del Comune, inadempiente da tempo». Dopo di che «l’amministrazione ha ritenuto di intervenire con una mail ufficiale alla dirigente, in cui si censuravano il tono e i contenuti del messaggio, sostenendo che l’impegno dell’amministrazione è invece costante, con un ordine di tavoli e sedie del 3 dicembre 2021». I consiglieri di minoranza chiedono «come sia arrivata all’amministrazione la segnalazione della chat della classe, ritenuta meritevole di reprimenda e di correzione mediante uno strumento ufficiale ed istituzionale». E poi, se «si ritenga opportuno il clima di intimidazione riservato a chi esprima un dissenso personale sull’operato dell’amministrazione, tanto da pretendere una correzione della stessa chat». Inoltre, i quattro rappresentanti dell’opposizione sottolineano le criticità in cui verso l’edificio scolastico, già segnalate nel febbraio 2020 dal consigliere Umberto Battaglia che metteva in luce «le condizioni di degrado del parco giochi», senza dimenticare che «la classe è nella sede della scuola di via Roma, dal marzo 2018 non conforme ai criteri di sicurezza sismica, criticità per la quale l’amministrazione ha presentato un progetto regionale che è stato prima finanziato per circa 12 milioni di euro e poi annullato perché non realizzabile per gravi errori nella progettazione». I consiglieri chiedono «quali risposte siano state date alla segnalazione del 2020 e alle successive relative ad arredi e condizioni generali dell’immobile». E poi «quali risposte siano state date sulla sicurezza sismica».
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