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«Pensavo di rischiare la vita» Il racconto choc dei passanti

Alessandra Poggi
«Pensavo di rischiare la vita» Il racconto choc dei passanti

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Carrara. Quei colpi a ripetizione sparati in aria alle 7,20 del mattino, hanno spaventato commercianti e residenti di piazza Matteotti e dintorni. È stato un risveglio all'insegna del panico per il cuore della città.

L’uomo che con una pistola a salve ha sparato in aria e contro il Politeama almeno cinque colpi, secondo le testimonianze, urlava frasi anche contro gli anarchici. Come riferisce Cristina Bencivinni del caffè Crema di via Roma: «Erano da poche passate le sette e venti del mattino quando è entrata una mia cliente e mi ha detto, stamattina per venire a fare colazione da te ho rischiato di morire. In che senso? Le ho chiesto. Così mi ha raccontato che mentre stava scendendo dalla macchina in piazza Matteotti ha visto un uomo che aveva una pistola in mano (poi si è rivelata una scacciacani, ndr), e poco dopo si è messo a sparare in aria e contro il Politeama gridando anarchici, ora ci penso io. Dal rumore la mia cliente ha subito capito che si trattava di una pistola a salve, ma prima che sparasse dice di essersi spaventata. Io non ho sentito assolutamente niente. La notizia dell’uomo che sparava a salve nel giro ha fatto il giro della città e ne parlavano tutti». E quei colpi li ha sentiti anche Sara Bruschi del panificio Politeama che si trova a pochi metri da dove l’uomo si era messo a sparare: «Stavo servendo delle clienti quando abbiamo sentito una raffica di colpi sordi, ma all’inizio non si capiva. Sembravano petardi. Saranno state le sette e venti, mi pare di ricordare. All’inizio abbiamo pensato a dei petardi poi siamo usciti tutti per vedere cosa stava succedendo. I colpi sembrava arrivassero dalla parte opposta, da via Manzoni, infatti, guardavamo tutti da quella parte. Poi invece ci hanno detto che c’era un uomo con una pistola a salve che aveva sparato gridando qualcosa. Noi non siamo riusciti a vederlo, si era già allontanato. Non mi sono spaventata perché non l’ho visto, più che colpi di pistola sembravano petardi o cose del genere. Non abbiamo pensato a un’arma, anche se a salve, per questo non ci siamo fatti prendere dal panico».



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