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«Così, senza trasparenza, l’attivismo è arroganza»
massa. L’associazione Italia Nostra aveva chiesto al sindaco una “pausa di riflessione”, una sospensione dell’iter di assegnazione dei lavori al parco della Rinchiostra per arricchire e implementare la documentazione. Invece non solo quella sospensione non c’è stata, ma i lavori sono già stati assegnati.
«Prendiamo atto, con molto rammarico, che l’amministrazione comunale – è la reazione di Italia Nostra – non ha accolto la nostra proposta. Prendiamo atto che da nessuna parte si evince come saranno realizzati i 450mila euro di vialetti, i 250mila euro di illuminazione (sono previste anche telecamere di sorveglianza), e non c’è un computo che giustifichi tale cifra né sul sito un elenco prezzi. Altrettanto dicasi per le fontane e l’impianto di irrigazione. La città deve accettare quanto gli sarà proposto a scatola chiusa? Tutto verrà lasciato in mano all’impresa vincitrice e all’ufficio tecnico comunale? – chiede Bruno Giampaoli, presidente di Italia Nostra – Non comprendiamo davvero le ragioni di tanta fretta che ha indotto a ripresentare, durante le vacanze natalizie, come esecutivo un progetto di massima risalente a 5 anni fa. Forse qualche scadenza imprevista e sottovalutata o la volontà di far vedere che la giunta va avanti comunque? Non vorremmo che ciò si ripetesse per tutti gli altri lavori che sono in programma grazie anche a consistenti finanziamenti ministeriali. A tal proposito è necessario – continua l’associazione – che vengano date congrue informazioni non “postume” sui molti progetti avviati. Senza fare un elenco, che sarebbe troppo lungo, vorremmo capire innanzitutto – Italia Nostra cita alcuni progetti – come siano compatibili i finanziamenti per piantare 210 alberi al Pomario e riqualificare l’area ex Cat con l’idea progettuale che ha vinto il concorso di idee per il Pomario. Altrettanto dicasi per il mercatino della Partaccia dove nulla si sa più del relativo concorso di idee scaduto il 15 settembre. Senza trasparenza e partecipazione – conclude quindi Italia nostra – l’attivismo può trasformarsi in frenesia ed arroganza».
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