Il Tirreno

Il presidente 

Badiali: «Un grande patrimonio di cui avere consapevolezza»

D.M.

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Massa. Luigi Badiali è il presidente dell’Associazione Ducato di Massa, organizzatore e artefice di tutta l’attività storica di rievocazione.

Presidente Badiali, a cosa si deve questo nuovo dinamismo dell’Associazione Ducato di Massa?

«Sono anni che l’Associazione Ducato di Massa cerca di adeguarsi alle nuove sfide. Ci sono Convenzioni internazionali che sono divenute leggi da applicare nel nostro paese, come le tre Convenzioni Unesco (quella sul patrimonio culturale materiale del 1972, immateriale del 2003 e diversità culturale del 2005) o quella del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio ed eredità culturale per la società con il ruolo delle nuove generazioni (adottata in Portogallo il 27 ottobre 2005 e ratificata dall’Italia il 24 Ottobre 2020). Inoltre le nuove Normative del Governo (2016-2017) e della Regione Toscana (la più recente la n.27/2021) spingono al coinvolgimento delle scuole e delle università nelle attività delle Associazioni di Rievocazione Storica, come l’Università di Pisa che ha coinvolto ricercatori di ogni parte d’Italia, modificando e nobilitando il giudizio e la considerazione delle Università verso questa pratica. Nonostante anche le transizioni legislative come l’iscrizione al Registro del Terzo Settore, occorre che l’arte delle rievocazioni storiche possano continuare a mantenere le proprie caratteristiche, promuovendo la riconversione, anche a carattere digitale e performativo, di attività didattiche e culturali nelle quali coinvolgere i giovani e le istituzioni del territorio».

Come pensa di coinvolgere altri soggetti territoriali e che futuro vede per le rievocazioni storiche?

«Auspico una crescente consapevolezza e presa di coscienza riguardo a un patrimonio culturale fragilissimo, di natura immateriale, non tangibile. Un patrimonio vivente che, qualora l’azione dell’Associazione di tutela delle tradizioni dovesse cessare, andrebbe irrimediabilmente perduto. Diverranno essenziali il confronto e la collaborazione con altri soggetti e altri partner portatori di competenze qualificate, da cui far scaturire confronti costruttivi su attività, programmi di salvaguardia e iniziative future operando per il futuro relativamente alla trasmissione della conoscenza storica».D.M.

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