Il Tirreno

Il botta e risposta 

Il sindaco replica a Bernardi «Cerca visibilità nel dramma»

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Carrara. «Ancora una volta Massimiliano Bernardi dimostra il suo cinismo: nemmeno davanti a un dramma riesce a resistere alla tentazione di cercare la ribalta e lanciare un attacco personale all’assessore Anna Galleni. Ancora una volta siamo costretti a ricordargli cosa ha fatto, o forse sarebbe meglio dire cosa non ha fatto, nei suoi 15 anni da amministratore, soprattutto sulla marginalità». Si apre così la replica del sindaco Francesco De Pasquale all’attacco del consigliere che chiedeva le dimissioni dell’assessore Galleni dopo la vicenda dell’ex campo profughi a Marina. «Le politiche sulla marginalità estrema ereditate dai nostri predecessori, tra cui Bernardi, erano inesistenti. Al campo profughi abbiamo trovato alcune famiglie che dalla fine degli anni ‘80 vivevano in una struttura fatiscente, in condizioni prossime alle favelas. Aspettavano la casa popolare che qualcuno gli aveva promesso. Peccato non avessero fatto domanda. Fortunatamente avevamo prorogato il bando e, in sinergia con l’associazionismo, queste persone hanno potuto far domanda ed entrare in graduatoria. Il campo è stato lentamente svuotato ed è stato messo al centro di un progetto di riqualificazione», afferma De Pasquale. «È stato sempre difficile se non impossibile azzerare le occupazioni abusive». Tra i «fardelli ereditati», il primo cittadino continua «sull’accampamento di roulotte sul Lavello, dove alcune persone, tra le quali il presunto omicida, vivevano in condizioni indegne senza acqua e servizi igienici. Grazie al progetto dell’Housing First la quasi totalità ha potuto avere un tetto vero sulla testa. Dopo un lavoro serio, le roulotte non esistono più, sono state demolite». De Pasquale ricorda che questi interventi «insieme alla messa a punto del “Progetto freddo”, insieme alle azioni di sostegno verso le famiglie più fragili durante la pandemia e di supporto alle associazioni di volontariato, unite alle innumerevoli “ordinarie” emergenze affrontate in questi quattro anni e con la messa a punto di regole certe per la gestione dell’emergenza abitativa, sono stati solo alcuni dei lodevoli risultati ottenuti dall’assessore Galleni. Con dedizione, forte della sua professionalità, Galleni non solo ha cercato di rimediare alle ingiustizie del passato, ma ha riordinato il settore con trasparenza ed equità». «A fronte dell’impegno e dell’attenzione dell’assessore che ringrazio ancora una volta per il suo lavoro, un’amministrazione da sola non ha gli strumenti per gestire e risolvere tutti i problemi delle persone in difficoltà – prosegue –. Esistono anche uomini e donne, afflitti da dipendenze patologiche o problemi psichiatrici. In questi casi è fondamentale la loro volontà di farsi supportare da percorsi condivisi con l’azienda sanitaria e i suoi specialisti. Percorsi che possono essere avviati solo se, lo ripetiamo, queste persone manifestano la volontà di intraprenderli perché non possono essere costretti a farlo. A volte le istituzioni, lavorando insieme, riescono a coinvolgerle e a reintrodurle nella società. Altre volte non c’è questa possibilità. Davanti a queste tragedie tutti, proprio tutti, sentono il peso di un fallimento. Dalla rete amicale e familiare delle vittime, alle istituzioni, ai vari presidi, anche di carità, che sono sul territorio. L’uscita squallida di Bernardi – conclude De Pasquale – ancora una volta lo qualifica per quello che è».

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