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Agriturismi piegati dalla pandemia: in arrivo sostegni
aulla. La Lunigiana è terra in cui gli agriturismi non mancano. Fra le attività economiche che hanno maggiormente sofferto e ancora soffrono per l’emergenza sanitaria, gli agriturismi hanno preso una ulteriore “sberla” durante le recenti festività natalizie, con il dilagare della variante omicron del covid-19 che ha spazzato via le prenotazioni per Natale e San Silvestro all’ultimo minuto. Al punto che vengono stimate in un 33, 9 per cento in meno le presenze negli agriturismi apuo-lunigianesi, come comunica la Coldiretti di Massa Carrara. La quale fa sapere che sono in pagamento due misure a sostegno delle imprese agrituristiche e fattorie didattiche della Lunigiana e della costa di Massa Carrara colpite dal covid-19: una del ministero del turismo e una della Regione Toscana.
«Grazie all’importante lavoro di Coldiretti e Terranostra, le nostre imprese agrituristiche aventi i requisiti previsti dal decreto del ministero del 24 agosto a favore delle imprese turistico ricettive – spiega Francesca Ferrari, presidente Coldiretti di Massa Carrara – stanno ricevendo, in questi giorni, il contributo che spetta in misura automatica alle attività con fatturato fino a dieci milioni di euro. Gli agriturismi, infatti, sono tra le strutture ricettive che hanno maggiormente sofferto a causa della pandemia. Nel 2020 le presenze nelle strutture, cento quelle autorizzate nella nostra Provincia, sono crollate del 33,9 per cento rispetto a un anno prima, mentre quelle degli stranieri del 63,3 per cento». È andata meglio questa estate, anche se pesa ancora molto – conclude Francesca Ferrari – «l’incertezza legata alla nuova variante che ha condizionato i ponti delle festività di Natale, Capodanno e della Befana».
Sul tema, inoltre, parla da un osservatorio privilegiato Giovanna Zurlo, presidente dell’Associazione operatori turistici Lunigiana (AotL), che raggruppa una cinquantina di soci fra agriturismi, case vacanza, bed&breakfast e alberghi: «Le festività natalizie sono andate letteralmente a picco e tutti hanno avuto disdette sulla ristorazione, con attività che hanno addirittura deciso di tenere chiuso il 31 dicembre. Certo, non aiuta tutto il terrorismo mediatico che viene fatto. E per il periodo estivo siamo in una situazione di grave stallo per il mercato europeo, mentre per il mercato interno la situazione è diversa visto che gli italiani si fanno avanti più in là, più sotto data. È del tutto evidente, però, che siamo nella impossibilità di programmare investimenti e assunzioni di personale. E non siamo soltanto noi imprenditori a risentirne, ma la prima “botta” la prendono i dipendenti e le loro famiglie».
Zurlo ricorda: «Come AotL mettiamo a disposizione dei nostri soci uno strumento importante, che è il sito web visitlunigiana, il quale ha superato i 100mila visitatori l’anno. Al di fuori, bisogna distinguere fra agriturismi e aziende agricole: i primi sono ben digitalizzati e sanno stare sul mercato; alcune delle seconde, invece, non hanno ancora un livello di innovazione adeguato».
Gianluca Uberti
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