Un ufficio postale per tre paesi aperto a giorni alterni
A Gragnana utenti costretti a lunghe code in mezzo alla strada, al freddo. Poste italiane: «Garantiamo i servizi, ma dobbiamo pensare alla sicurezza»
CARRARA. Un ufficio postale per tre paesi aperto solo tre giorni la settimana. Il che fa, più un meno, come fosse aperto una sola giornata per ciascuna delle tre località, Gragnana, Castelpoggio, Noceto. È la protesta che arriva da un gruppo di abitanti, che alla redazione del Tirreno scrivono: «È assurdo. Ogni volta una persona fa una coda di almeno un’ora (quando va bene) per i pagamenti o per ritirare la pensione. Non è giusto, soprattutto in questo periodo covid. Non vogliono assembramenti, poi ci ammassano lì fuori per ore, sotto l’acqua, il sole, il freddo. E creando anche disagi al traffico stradale, visto che le persone devono stare in strada ad attende il proprio turno».
Non solo problemi per gli utenti, in queste condizioni, ma anche per chi nell’ufficio lavoro: «L’impiegata fa i salti mortali per accontentare tutti e sacrifica tempo posticipando sempre la chiusura». La richiesta è chiara: «Hanno riaperto uffici postali in paesi di montagna più piccoli del nostro. Adesso è ora che riaprano anche il nostro».
Alla clientela, rende noto l’utente di Poste italiane, è stato spiegato «che si tratta di un problema legato al covid». Poste italiane, attraverso l’ufficio stampa interpellato dal Tirreno, fa sapere: «Abbiamo garantito tutti gli sportelli e i servizi lungo tutta la pandemia, svolgendo le attività in sicurezza sia per i dipendenti che per i clienti. Poste non ha mai fatto mancare il presidio del territorio anche nelle realtà più remote. Ci sono anche tanti servizi on line che l’azienda offre anche attraverso la propria app proprio per venire incontro alla clientela». E comunque, sottolinea Poste italiane, «i nostri clienti hanno sempre trovato uno sportellisti o un portalettere». Mentre – è l’esperienza quotidiana di tutti ai tempi del virus – molti servizi pubblici nella pandemia non sono stati e non sono accessibili. Il problema dell’accesso ai servizi on line , però, che per gli anziani (e non solo) non è per niente facile orientarsi con la testiera, navigando tra spid e password da ricordare, sempre con la paura di un furto di dati anche se i sistemi offerti sono sicuri.
L’intenzione dell’azienda è quella di «tornare quanto prima alla normalità del servizio», pandemia permettendo. E Poste chiede «un po’ di pazienza». Certo è che stare in coda ore in mezzo alla strade mentre il meteo porta gelate non aiuta a non ammalarsi. Sempre al tempo del virus.
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