Il Tirreno

Aule dimezzate, didattica a distanza e parecchi studenti già in isolamento

Manuela D'Angelo
Aule dimezzate, didattica a distanza e parecchi studenti già in isolamento

Al liceo Rossi 56 alunni positivi, all’istituto Don Milani su 22 classi 16 hanno dovuto fare lezione on-line

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Manuela D'Angelo

massa. Classi dimezzate per il Covid, tra chi è positivo e chi ha avuto contatti stretti con un contagiato; docenti assenti perché in quarantena, o perché “no vax”, programmi partiti con la nuova formula mista in presenza, ma con collegamento da casa, ovvero DDI, che sta per Didattica digitale integrata.

E, ancora, circolari spedite alle famiglie fino a domenica sera e disposizioni ministeriali ancora da arrivare. Così si è aperto il primo giorno di scuola in tutta la provincia di Massa Carrara, al rientro dalle festività natalizie. Una situazione fluida, che i dirigenti scolastici stanno cercando di gestire nel migliore dei modi, non senza preoccupazioni e fatica. La preside Sonia Casaburo, dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Don Milani, a poche ore dall'avvio delle lezioni parla di un «servizio garantito e al momento senza riduzione di orari» ma non nasconde la sua preoccupazione per i prossimi giorni: «La nostra situazione è al limite- dice- sia con il personale docente che con quello Ata. Al Don Miani, su 22 classi 16 hanno dovuto attivare la DDI, per l'assenza di alunni causa Covid 19: una modalità di fare lezione complicata e non scontata- conclude la preside- con lezioni che sono state “pensate” per essere efficienti sia in presenza che da casa davanti ad un pc, anche se le modalità di interagire sono molto diverse». Preoccupata della “qualità del servizio” che la scuola potrà offrire nei prossimi mesi è invece la preside Marcella Bertocchi dell'Istituto comprensivo Malaspina: «Abbiamo avuto problemi per il personale docente assente a vario titolo- spiega- Purtroppo ci sono stati diversi casi di docenti sospesi e al 15 dicembre il 10% non risultava in regola con vaccino e green pass. Temo che il sistema non regga; le graduatorie interne di istituto sono esaurite e abbiamo dovuto ricorrere alla Mad, la messa a disposizione volontaria, per reperire personale che non è abilitato, non ha esperienza e non è mai entrato in una classe in vita sua. La qualità del servizio, è ovvio, così si abbassa». Ieri mattina gli alunni positivi sparsi tra l'infanzia, le primarie e le secondarie dell'Ic Malaspina erano 30, e altri 30 risultano in isolamento preventivo. Numero contenuto di docenti assenti, invece, al liceo Enrico Fermi di Massa: «Per il momento- spiega la dirigente scolastica Stefania Figaia- riusciamo a garantire il servizio senza riduzione di orari; il numero dei ragazzi assenti, invece, è alto, circa 40 sono rimasti a casa. Per loro abbiamo attivato immediatamente la nuova formula di didattica digitale integrata, credendo in una scuola di qualità anche a distanza». Gli studenti positivi al Classico P. Rossi e al Sociale fino a ieri erano 56; quasi tutti presenti, invece, i docenti: «Entro 48 ore- spiega la preside Alessandra Paoli- sarà completamente attiva la DDI; in queste ore siamo stati inondati di mail di genitori che ci rappresentavano i casi specifici dei loro figli, chiedendoci se potevano mandarli a scuola. A tutti abbiamo inviato la circolare del ministero aggiornata con le casistiche e i comportamenti da tenere». Dati precisi anche dalla dirigente scolastica Silvia Bennati, preside dell'istituto Alberghiero Minuto, con la reggenza delle scuole di Aulla e Tresana: «In Lunigiana- spiega- la situazione è più sotto controllo che sulla costa all'alberghiero invece su 40 classi 15 hanno iniziato con la DDI, una attività in sincrono che era stata già collaudata con il corpo docente durante le vacanze di Natale, per non arrivare impreparati. Non ho grandi problemi con il personale docente- continua- Per adesso siamo riusciti a coprire le assenze con il nostro personale interno. C'è però un aspetto che mi preoccupa più degli altri e riguarda la Asl- conclude Silvia Bennati- In questo momento, per il troppo carico di lavoro, l'azienda non è in grado di supportarci; ad esempio abbiamo alcuni docenti che non possono venire a lavoro perché, pur essendo negativi, da secondo tampone, non ricevono da giorni, ormai, l'attestato di rientro dalla Asl. E non possiamo permettercelo».

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