Il Tirreno

La città che cambia

La Rinchiostra, il parco che divide: la sfida tra la bellezza e la socialità

Chiara Sillicani
La Rinchiostra, il parco che divide: la sfida tra la bellezza e la socialità

Scontro in città tra chi pensa a un giardino storico e chi chiede la riqualificazione di un parco e luogo di incontro

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MASSA. È qualcosa di più di un progetto di riqualificazione, è la sintesi di uno scontro. E di un conflitto che non è soltanto politico, ma diventa sociale. Se è vero che le origini del progetto di riqualificazione della Rinchiostra affondano nella precedente amministrazione, adesso l’intervento nel giardino, per sottrarlo ad degrado, diventa tessera di un puzzle. Intervento tra i tanti messi in campo dall’amministrazione, dalle nuove piazze al restyling del lungomare, contribuisce a disegnare una idea di città e di spazio pubblico. E in quella idea – chi contesta il progetto ne è convinto – emerge una distanza tra estetica e funzione sociale. La scelta del bello a spese del ruolo aggregativo e dell’ambiente. L’amministrazione, da parte sua, garantisce che la funzione sociale del parco sarà preservata nel rispetto della sua storia e assicura che il taglio di 80 piante non ci sarà.

Il progetto nasce con la precedente amministrazione, nell’ambito di un più ampio intervento legato al Bando per le periferie. In quell’intervento era previsto un meccanismo perequativo per cui Esselunga avrebbe ampliato i suoi spazi finanziando l’intervento alla Rinchiostra. Finanziamento ora ridotto come ridotto è l’ampliamento del punto vendita rispetto alle previsioni iniziali. Un giardino nuovo, dunque, con vialetti, fontane, essenze esotiche e mediterranee, un giardino all’italiana. E se chi contesta, in quella espressione ritrova conferma della prevalenza dell’estetica sulla dimensione sociale- aggregativa, il sindaco assicura che la dicitura di “giardino all’italiana” anziché “parco” è stata travisata. Verranno sì ripristinati i camminamenti e le fontane – motiva – ma conservando il parco, reso moderno e funzionale al pubblico. Insomma, l’amministrazione assicura che socialità ed estetica nella sua visioen vanno a braccetto. Ma c’è chi la pensa diversamente: dopo quello del circolo Pd di Quercioli, questa mattina il presidio di protesta promosso dall’associazione Arci 31 Settembre.

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