Norme che cambiano e sempre meno atleti È la durissima vita di chi pratica sport
Molte società massesi hanno visto dimezzare i tesserati E c’è chi attende ancora l’assegnazione della palestra
Alessandro Tabarrani
massa. Tenere botta alla pandemia è una dura prova anche per lo sport a livello mondiale e internazionale, figuriamoci a livello locale. Le società sono costrette a fare i conti con la perdita di tesserati e la sempre minor disponibilità di atleti. Un momento durissimo che le società massesi stanno affrontando con forza e sacrifici, osservando i protocolli previsti per praticare sport in sicurezza.
«Le problematiche maggiori – spiega Tiziana Venè, responsabile tecnica del centro ginnastica ritmica sportiva Massa – arrivano dal rischio contagi. Durante le vacanze, visto l’aumento dei casi, abbiamo deciso di sospendere l’attività dei corsi di base e di lasciare a casa per una settimana anche le bimbe dell’agonistica. Con la ripresa proprio dell’attività agonistica si sono presentati i problemi con le atlete che hanno superato i 12 anni: alcune famiglie non se la sentono ancora di farle vaccinare e quindi le ragazze non potranno più venire. Siamo in attesa di indicazioni più precise da parte della nostra federazione perché non è chiaro se il super green pass per gli atleti valga anche per gli sport individuali». E, a proposito degli sport di squadra, anche il mondo della pallavolo locale si sta misurando con la pandemia: «I campionati sono stati fermati – premette il vice presidente della Pallavolo Massa Carrara, Menotti Spanò – sino al 16 gennaio i regionali e sino al 23 i campionati giovanili. Aspettiamo il nuovo protocollo della federazione che dovrebbe uscire nei prossimi giorni. Il 10 gennaio faremo una riunione per decidere come riprendere gli allenamenti perché non abbiamo nessuna intenzione di fermarci». Covid, ma non solo: «L’amministrazione comunale – aggiunge Spanò – non ha ancora fatto le assegnazioni per le palestre e per l’ utilizzo degli spazi al palazzetto dello sport».
Situazione dura anche per il mondo delle arti marziali: «All’inizio eravamo partiti con 40 atleti, ora il numero si è dimezzato – fa il punto Massimiliano Ricci del Team Ricci Muay Thai Creed – In questo momento i problemi nascono dalla confusione normativa, i vari decreti si susseguono uno all’altro e alcune persone preferiscono mollare. I numeri degli atleti che frequentano i corsi di arti marziali si sono ridotti e le competizioni hanno avuto un freno, quindi non è facile andare avanti».
Anche il nuoto deve fare i conti con una massiccia riduzione del numero di atleti come sottolinea il dirigente della Rari Nates, Rudy Goldin: «Non senza intoppi, stiamo continuando a fare attività seguendo le indicazioni della federazione e i protocolli anti - Covid per le piscine tra cui la limitazione delle presenze nelle varie corsie. Per quello che riguarda l’agonistica, facciamo gare sempre seguendo le normative, a cominciare dalla riduzione degli ingressi nelle impianti e, sovente, separando maschi e femmine che gareggiano in due momenti diversi. Purtroppo a causa del Covid abbiamo perso le metà dei ragazzi». La rinuncia alla socialità, quindi, e anche allo sport che di quella stessa socialità é garanzia.
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