Il Tirreno

il maxi sequestro del 2018 

Il “vecchio del monte” finirà di scontare la pena in carcere

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carrara. Lo chiamavano il “vecchio del monte” e in quel casolare in mezzo ai boschi della Maestà, fra cavalli, galline e una scrofa di cinta senese, aveva una vera e propria centrale della droga. Centocinquanta panetti di hashish, per un totale di 15 chili, cinquanta grammi di cocaina, un chilo di marijuana essiccata e sei grammi di funghetti allucinogeni. Sostanze che, sul mercato, avrebbero fruttato dagli 80 ai centomila euro e che erano conservate sotto il letame dei cavalli, negli incavi degli alberi, nei soprammobili della cucina e nel capanno degli attrezzi.

Cirio Lattanzi, o semplicemente Ivo, all’epoca 68 anni, oggi 71, nel 2018, venne arrestato per detenzione illecita di stupefacenti aggravata dal quantitativo ingente, insieme al figlio 31enne. Poi venne condannato. Ha scontato gran parte della pena a 4 anni di reclusione ai domiciliari, ma adesso la finirà in carcere dietro decisione della corte di appello.

A portare avanti le indagini furono i carabinieri della compagnia di Carrara. Un anno di lavoro che partì a seguito di alcuni arresti e segnalazioni, nell’ambito dello spaccio di stupefacenti, che riportavano sempre lì, al “vecchio del monte”.

A metterci sudore, fatica e scarpe (grosse) furono proprio loro, che per mesi e mesi pedinarono e si appostarono nei boschi fra Castelpoggio e Campocecina, vestiti da cercatori di funghi.

Fino al blitz. I carabinieri si presentarono alla porta di Lattanzi e trovarono la droga, stando alla ricostruzione dell’accusa, ovunque. Era nel vaso accanto alla porta di ingresso, nei soprammobili sopra la credenza, nel capanno degli attrezzi, nella casa attigua del figlio. E anche sotto la terra e il letame dei cavalli nel giardino del podere.

I soldi invece, banconote di grosso taglio per 12mila euro, erano sotto il materasso nella camera da letto. Scattò subito l’arresto e il sequestro, il più grande di quegli anni.

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