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La Asl progetta un open day per incentivare la vaccinazione per i bambini più piccoli
I numeri di Massa Carrara superiori alla media regionale e nazionale delle somministrazioni nella fascia 5-11 anni
Valentina Landucci
massa carrara. Fino a ieri tra Massa, Carrara e Montignoso i bambini tra i cinque e gli undici anni vaccinati con la prima dose di siero anti Covid erano 708, pari al 9,7% della popolazione che è, complessivamente, di 7.321 unità. Per la zona Lunigiana 279 su popolazione di 2.608: quindi il 10,7% con addirittura i primi bambini che hanno già ricevuto la seconda dose. Si dirà che i numeri sono ancora contenuti. Vero. Ma come lo è il fatto che in provincia di Massa Carrara il numero di pazienti in età pediatrica vaccinati per il Covid sia tendenzialmente più altro che altrove. La media regionale è infatti pari al 8,6% (18.448 vaccinati su una popolazione di 214.771), un po’ più bassa di quella nazionale: 9,23%. Quello che si rileva in provincia è, complessivamente, una richiesta significativa di vaccini pediatrici da parte di mamme e papà. E proprio per questo l’azienda sanitaria sta pensando di incrementare l’offerta.
«Le sedute per le vaccinazioni dei bambini tra i 5 e gli 11 anni – spiega la dottoressa Monica Guglielmi, responsabile della zona Apuana – sono abbastanza piene. Può succedere che magari al momento dell’appuntamento qualche bimbo non si presenti perché nel frattempo si è ammalato, non necessariamente di Covid, o si trovi in quarantena, come purtroppo durante queste feste è accaduto. Ma le richieste non mancano e proprio per questa ragione stiamo valutando la possibilità di un open day per le vaccinazioni pediatriche». La direttrice della zona Apuane ammette che da parte di qualche genitore ci sia «ancora un po’ di timore rispetto alla vaccinazione, ma credo che il fatto che sia stati proprio i figli di sanitari e medici tra i primi a farsi vaccinare sia ulteriore motivo di rassicurazione. Peraltro fino ad ora proprio i più piccoli hanno dimostrato di reagire meglio degli adulti ai bambini».
La richiesta di un aumento dell’offerta di vaccini alle famiglie arriva dalla stessa Regione e si lega anche a un altra considerazione. «Ho visto per esperienza diretta diversi casi di contagio che partono proprio dalla fascia giovane e pediatrica della popolazione per poi estendersi anche agli adulti – prosegue Guglielmi – Questo contagio, con la variante omicron, è difficile da arrestare. E i bambini sono sicuramente veicolo di diffusione: per quanto contraggano il virus senza avere particolari problematiche ricordiamo che stiamo parlando di una malattia ancora poco conosciuta. Inoltre se il contagio non si arresta costringe all’isolamento persone che magari non hanno sintomi ma lavorano in settori critici della produzione, non solo in sanità ma anche nei servizi pubblici, nelle industrie. Per questo vaccinare è sicuramente la cosa migliore».
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