Il Tirreno

L’operazione della polizia 

Vendevano i gioielli rubati nelle ville carraresi

Gli agenti hanno fermato una coppia di quarantenni residenti in una frazione a monte: 200mila euro il frutto della refurtiva

3 MINUTI DI LETTURA





Carrara. Di quei 200mila euro all’incirca tra gioielli d’oro, monete antiche e argenteria che – secondo la ricostruzione degli agenti di polizia – sarebbero il frutto di furti in villa e in abitazioni, quasi 70mila erano già stati incassati attraverso la vendita nei compro oro della zona. Per questo sono scattati per una coppia residente in una frazione a monte carrarese rispettivamente gli arresti domiciliari per lui, classe 1980, e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per lei. Ma ricostruiamo dall’inizio l’intera vicenda.

La polizia aveva ricevuto nel corso dell’anno varie segnalazioni che gli agenti definiscono «anomale»: si trattava di cessioni o tentativi di cessione di gioielli d’oro nei compro oro di tutta la Provincia, ma in particolare nel Comune di Carrara. La segnalazione veniva sviluppata dagli investigatori della squadra di polizia giudiziaria del commissariato, i quali iniziavano a monitorare approfonditamente tutti i compro oro della città, acquisendo filmati di videosorveglianza e raccogliendo testimonianze da chiunque potesse ricostruire quella che sintetizzano come «filiera delle compravendite». Questo per risalire ai possibili ricettatori del materiale «verosimilmente» in arrivo «da furti in appartamento commessi nell’ultimo anno e mezzo a Carrara», secondo la ricostruzione della polizia. E dalle prime investigazioni sarebbero subito emersi «forti indizi» a carico di una coppia sulla quarantina, residenti in una frazione montana di Carrara. Sulla base di queste informazioni veniva richiesta e ottenuta l’attivazione di intercettazioni telefoniche a carico degli indagati, al fine di appurare non soltanto la fondatezza del sospetto reato di ricettazione, ma anche di ricostruire la provenienza della refurtiva. Inoltre è scattata un’operazione meticolosa di perquisizioni a tappeto in tutti i locali in cui si sospettava potessero essere nascosti i beni. E durante le perquisizioni venivano vincolate a sequestro, dagli agenti della polizia, oltre 200mila euro di oggetti fra gioielli d’oro, monete antiche e argenteria, «provento di furti in villa e in abitazione», di cui oltre 70mila euro sarebbero stati già stati incassati grazie alla vendita a compro oro in tutta la provincia apuana. Nel corso di una di queste perquisizioni, peraltro, l’indagato avrebbe opposto anche una violenta resistenza agli agenti, per la quale veniva arrestato. A seguito delle indagini, per il reato di ricettazione e per il furto di alcuni dei beni vincolati a sequestro, veniva sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari il classe 1980, mentre invece per la complice veniva disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nel prosieguo delle attività del commissariato di Carrara, con la divisione anticrimine della questura apuana, veniva proposto e poi ottenuto prima l’avviso orale del questore per entrambi gli indagati, e poi successivamente la sorveglianza speciale a carico dell’uomo. Tutta la refurtiva recuperata nel corso delle molteplici perquisizioni eseguite dagli agenti del commissariato veniva restituita agli aventi diritto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino