Il presidio
Video per vendere casa, premiato un agente della Lunigiana
fivizzano. I suoi video sono dei mini documentari, ben fatti e con musiche suggestive. Non solo quindi dei video di marketing immobiliare per promuovere la vendita di proprietà, ma anche un modo per fare conoscere le bellezze della Lunigiana e della provincia apuana. Ed è per questo che quello dell’Immobiliare di Federico Cardellini, tra oltre 1.500 video, è arrivato nei primi tre posti nella finale del Video Marketing Immobiliare “The Whommy Real Estate Video Awars” che si è tenuta al teatro Petrella a Longiano (Cesena). Nello storico teatro sono stati premiati i 18 finalisti dei migliori video marketing immobiliari a livello nazionale. Questo tra una selezione di oltre 1500 video prodotti da agenzie su tutto il territorio nazionale e tra le migliori si è piazzata la produzione dello studio immobiliare Cardellini di Fivizzano (agenzia storica della Lunigiana presente da decenni sul mercato) che è arrivato sul podio. Dopo diverse selezioni l’agenzia lunigianese è stata premiata per la sua abilità a fare video emozionali che valorizzano le proprietà in vendita e i luoghi della Lunigiana e della provincia di Massa Carrara.
Federico Cardellini, titolare dell’agenzia, è molto contento e soddisfatto del premio ricevuto: «È una gratifica del lavoro che l’agenzia sta svolgendo. Con la pandemia abbiamo cercato di migliorare l’offerta per i clienti ottimizzando il servizio, facendo un vero percorso di aggiornamento e studio delle più moderne tecnologie in maniera da esaltare le proprietà in vendita mettendole in luce e valorizzando al massimo le loro potenzialità». Federico Cardellini è uno dei primi video agenti immobiliari della Toscana. Il video marketing immobiliare – spiega Cardellini – è la nuova frontiera per vendere case: una tecnica rivoluzionaria di marketing che nasce negli Stati Uniti. E i risultati della promozione tramite video sono arrivati con vendite di proprietà ad acquirenti olandesi, norvegesi, svedesi, inglesi, canadesi, americani, polacchi, australiani, sudafricani e da tante altre parti del mondo».
Marco Landini
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