Grido d’allarme per il tessile: «Fare mascherine non basta»
La Uiltec fa il punto sul 2021 e il timore è che da gennaio senza blocco dei licenziamenti si perdano molti posti e non bastino gli ammortizzatori
massa. Sono tanti i settori segnati dagli effetti della pandemia e tra questi anche il tessile. A fare il punto è Uiltec Toscana Nord e il suo segretario Massimo Graziani: «Nell’anno che doveva essere della ripresa, ci sono ancora troppe incertezze sul futuro dell’impresa e dell’occupazione, soprattutto nella provincia apuana. Un quadro dai tanti chiaroscuri che è stato al centro del direttivo Uiltec Toscana Nord per Lucca e Massa Carrara lunedì mattina a Carrara, focalizzato sui settori di competenza del sindacato: tessile, energia e chimica. È il settore tessile a preoccupare: «È stato uno dei settori maggiormente danneggiati dalla pandemia. Le esportazioni hanno subito blocchi o pesanti rallentamenti, con lunghi mesi di stallo. Tant’è vero che diverse aziende anche storiche del territorio hanno dovuto reinventarsi, e portiamo solo l’esempio della Sartoria Carrara di Massa. Ma è evidente che non basta produrre mascherine per tenere in piedi un’impresa complessa. Oggi i lavoratori del settore possono godere del blocco dei licenziamenti, ma il tempo corre – prosegue il segretario Uiltec – e il 31 dicembre è dietro l’angolo. In quella data, salvo proroghe, scadrà il blocco e si prospettano tantissimi licenziamenti nel settore. Tutte le criticità potrebbero esplodere e gli ammortizzatori non basterebbero a salvare impresa e occupazione. Auspichiamo che il Governo proroghi il prima possibile il blocco dei licenziamenti. Dispiace che nessuno sul territorio abbia pensato a elaborare un progetto sul settore tessile da proporre al finanziamento per il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Eppure noi avevamo lanciato una proposta su cui lavorare tutti insieme ossia un progetto per costruire un impianto di raccolta, smistamento e riciclaggio dei prodotti tessili, per renderci più indipendenti dall’estero, da associare a un polo di ricerca sul riciclo delle fibre. Ma nessuno ci ha ascoltati, peccato».
Altro tema caldo affrontato dalla Uil è Sanac: «Siamo di fronte a uno degli scenari peggiori, con una nuova gara che ci lascia in una situazione di stallo per almeno 9 o 10 mesi. Nel frattempo non si è sbloccata la situazione degli ordini da Taranto quindi non abbiamo soluzioni a breve termine».
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