Sindaci e operatori turistici con i Paladini «Garanzie contro l’erosione della costa»
Sollecitata l’Autorità portuale di Carrara: ci dimostri con gli atti che la nuova diga foranea non” divorerà” la spiaggia
Ivan Zambelli
massa. Sono tutti con i Paladini Apuo Versiliesi. Anche i sindaci di Massa e Forte dei Marmi. E gli operatori del turismo. Tutti preoccupati allo stesso modo del potenziamento del porto di Marina di Carrara, con un allungamento della diga foranea. Temono che - come dice l’associazione dei Paladini - l’intervento, che prevede pure allargamento di banchina, piazzali e un nuovo molo, rischi di accelerare l’erosione della costa, da Massa fino alla piena Versilia. Per questo sollecitano l’Autorità portuale di Carrara a fornire documenti che assicurino come la nuova diga foranea non ridurrà la costa apuo-versiliese.
I Paladini venerdì hanno tenuto una seduta pubblica, per esporre i problemi del porto e dell'erosione, coinvolgendo cittadini ma anche operatori economici, balneari, associazioni di categoria, campeggiatori, esperti in genere, Italia Nostra, Legambiente e non ultimi i sindaci di Forte dei Marmi e di Massa. Una nutrita schiera di partecipanti, «a testimoniare -ha detto Orietta Colacicco, presidente dei Paladini- che il momento è veramente critico e la preoccupazione è di tutto il comprensorio apuo-versiliese». Basti pensare alle immagini presentate dal socio ed imprenditore Umberto Nesi, che sovrapponendo foto storiche e attuali degli arenili apuani e versiliesi ha mostrato il pauroso arretramento della linea di costa. Con tutto ciò che ne consegue per chi la vive e ci lavora. A ricordarlo è il vice presidente nazionale di Federalberghi Paolo Corchia, stimando in tre miliardi di euro il valore economico del turismo nel comprensorio, per un totale di 15 mila addetti ai lavori, più tutti quelli dell’indotto. «È un patrimonio da difendere, e giocarsi ancora una possibilità di sviluppo con un ampliamento innaturale credo che sia una cosa da pazzi». L'ingegnere Tito Franzini, spiegando in cosa consiste l'ampliamento, si è detto preoccupato dall'autorizzare «con leggerezza queste opere a mare; ciò dovrebbe sottoporsi a studi complessi, che però non abbiamo visto». Secondo il geologo Riccardo Caniparoli, di Italia Nostra, c'è un alto rischio idrogeologico per i lavori previsti alla foce del Carrione, in aggiunta a quelli preesistenti. Proprio su questo il professor Riccardo Canesi si è detto «irritato per la mancanza di memoria su quello che è successo sette anni fa. La costruzione del piazzale città di Massa ha sconvolto gli equilibri, contrastando la naturale evoluzione del Carrione. Anziché pensare di demolirlo anche parzialmente, si pensa di rafforzarlo costruendo un nuovo molo». Nel mentre, la spiaggia scompare. Arrivano ripascimenti, riprofilature, ma sono interventi che non guardano il fenomeno da un punto di vista globale. Tanto che nell’estate appena trascorsa «su 4 chilometri di costa c’è stato un calo del 30% dell’accoglienza, e non solo per il Covid, ma proprio perché la spiaggia si è ridotta», ha ricordato Stefano Gazzoli presidente Fiba Confesercenti. «La mia richiesta è di guardare la costa in un unica entità, nel nostro caso dalla Partaccia a Montignoso, e poi oltre». Venendo poi alla questione porto Gazzoli si è detto d’accordo su tutto: «Non permetterei un ampliamento se prima non viene messo in sicurezza quanto a sud. Altrimenti non se ne esce». Perché il dubbio ulteriore è se questo sia compatibile con gli altri interventi in cantiere, come ripascimento a Poveromo o masterplan di Massa. Un appoggio ai Paladini è giunto dai due sindaci presenti, Bruno Murzi e Francesco Persiani. Murzi ha accolto le istanze presentate, parlando di «colpe ataviche» del porto di Carrara sull’erosione, ma sollecitando sull'urgenza di passare dal dire al fare, mobilitando la popolazione e di arrivare anche alle vie legali. I Paladini stanno preparando come primo atto una richiesta formale all’Autorità portuale «per ottenere le prove e i documenti che proverebbero che l’ampliamento non porterà erosione».
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