Il presidio
La qualità della vita non abita qui Ecco le ragioni del 72esimo posto
Massa Carrara al numero 87 per ambiente e raccolta rifiuti. Meglio per spazi di aggregazione e sanità
Manuela D’Angelo
massa. Ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero, per un totale di novanta indicatori attraverso i quali il Sole 24 Ore ha stilato la classifica delle province italiane, in base alla qualità della vita.
Il primo impulso è quello di scorrere la classifica generale e indugiare sui nomi delle 107 province, per soddisfare la domanda principale: si vive bene a Massa Carrara?
Una domanda a cui il 72esimo posto nella classifica di questa trentaduesima edizione dell’indagine, non risponde pienamente. È vero, la Provincia apuana è nella parte bassa della classifica, tra le peggiori in Toscana (dopo di lei soltanto Pistoia al 73esimo posto), con dati più simili alle province del sud, che non a quelle del nord. È anche vero, però, che l’indagine del 2021 si basa su “indici sintetici” che aggregano più parametri in determinati ambiti, e che alcuni indicatori, invece, vedono la provincia apuana migliorata rispetto agli anni passati, o molto su in classifica, come per la cultura e gli spazi di aggregazione, o nel campo della sanità, dove, nonostante il Covid, il territorio come si suol dire, “ha tenuto”.
Se parliamo di “ricchezza e consumi”, ovvero le voci più monetarie, tra le retribuzioni medie annue, redditi da pensione e depositi bancari, nella classifica di questo preciso indicatore, le prime 38 posizioni sono tutte occupate da province del nord (con Milano in testa), ma Massa Carrara non è tra queste (si piazza al 55esimo posto, in risalita però rispetto al 2020).
Va molto peggio nel settore “lavoro e affari”, dove si analizzano il tasso di occupazione, la presenza di imprenditoria giovanile, di imprese straniere, o di start up innovative, e dove appunto scivoliamo all’89esimo posto, la provincia peggiore della Toscana e con un dato oltretutto in discesa rispetto all’anno precedente. Disaggregando ancora di più i dati, Massa Carrara risulta la penultima provincia in classifica riguardo la qualità delle strutture ricettive, il che non fa onore ad un territorio a vocazione turistica.
Va malissimo per Massa Carrara anche quando si indaga sulle potenzialità della sua società: l’istruzione, i laureati, la presenza di specialisti, gli amministratori comunali under 40, i medici attivi: 102esimo posto in classifica, un bassissimo indice di scolarità, che porta ad avere sempre meno professionisti da inserire poi all’’interno del mondo del lavoro.
A leggere le classifiche del Sole 24 ore, Massa Carrara ad oggi non è neanche una provincia “green” e per quanto riguarda “ambiente e servizi” occupa un altro posto da maglia nera, il numero 87, in discesa rispetto all’anno scorso; un dato che mette insieme gli interventi riguardanti i rifiuti e la raccolta differenziata, l’offerta del trasporto pubblico, le piste ciclabili, la qualità dell’aria, ma anche la spesa sociale sostenuta dai Comuni, la qualità della vita degli anziani e dei bambini. Ambiti in cui, ancora una volta, Massa Carrara risulta l’ultima provincia della Toscana e l’ultima tra quelle del nord Italia.
L’indice “giustizia e sicurezza” nella classifica stilata dal Sole 24 Ore, solleva un po’ il territorio apuano, che si classifica al 67esimo posto e, questa volta, anche se non ci rassicura, fanno peggio di noi molte altre province toscane: meno sicura la provincia di Pistoia, al 70esimo posto; quella di Pisa (al 77esimo posto), quella di Livorno (87esimo) e quella di Firenze (95esimo posto).
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
