Il Tirreno

il progetto 

Anche aziende nell’area dell’ex discarica Cjmeco

Gianluca Uberti

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AULLa. Da autentico monumento all’inciviltà umana, con le sue 50mila tonnellate di rifiuti alle porte della frazione aullese di Pallerone, a polo archivistico, come aveva proposto a metà ottobre, nella sala consiliare del municipio di Aulla, l’ingegner Stefano Lombardi, direttore regionale per Toscana e Umbria dell’Agenzia del Demanio, che è proprietaria dell’area sulla quale si staglia la discarica ex Cjmeco. Ma ora si aprono altre due possibilità per il sito inquinato in località Colombera: che possa ospitare aziende di trasformazione agroalimentare oppure aziende tessili, entrambi filoni industriali a modesto impatto ambientale.

Sono queste le due nuove vie tracciate dal Comune di Aulla e dalla Camera di Commercio di Massa Carrara, che sono state esposte venerdì sera dal sindaco di Aulla, Roberto Valettini, durante un incontro pubblico presso la sala parrocchiale a Pallerone. Si tratta, in ogni caso, di un possibile lieto fine per quella che è una ferita ancora aperta sul territorio lunigianese, di cui si parla dal 1997, quando la Cjmeco aprì per lavorare rifiuti senza mai realmente farlo.

E se il movimento non mancava nell’area, davvero non erano gli operai al lavoro a crearlo, ma i camion, che entravano carichi di rifiuti e uscivano vuoti. Senza contare che c’è anche una significativa presenza di amianto, pur essendo stato questo messo in sicurezza nel frattempo, e non mancano pneumatici di ogni tipo. Contro questo scempio furono organizzate diverse manifestazioni di piazza e venne condannato, in sede penale, uno degli amministratori delegati della società. «Si è trattato di un fallimento a tutto tondo, giuridico e istituzionale, che trova oggi – ha detto Valettini venerdì sera – una svolta con l’importantissima pagina di concretezza scritta da questa amministrazione comunale per porre fine ad un profondo disagio patito dalla nostra comunità». Il primo cittadino aullese, quindi, ha ripercorso la cronistoria dell’affaire, anche con l’ausilio di slide, partendo da quando la società Cjmeco acquisì l’area per effettuarvi lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti, finendo, poi, col farne una discarica a cielo aperto, per arrivare all’epilogo rappresentato dalla transazione con il Demanio.

L’annosa vicenda riguardante la bonifica del sito, da tempo in stato di degrado e al centro di una lunga diatriba processuale con il Demanio, infatti, si è conclusa nell’agosto scorso in modo favorevole per il Comune di Aulla, con la stipula di un accordo transattivo tra le parti. ? Accordo che ha stabilito la corresponsione all’ente comunale di circa un milione di euro entro 90 giorni dalla sottoscrizione (più 90mila euro per il rimborso delle spese legali sostenute) . La serata ha visto anche gli interventi di Luca Mannini (Fit-CislL) , di Luigi Ringozzi (Legambiente) , di Paolo Sordi (ex consigliere comunale) e di Silvia Amorfini (presidente del consiglio comunale) .



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