Il presidio
Formazione per 150 addetti Il centro commerciale investe sull’accoglienza
Al via la collaborazione tra Carrefour e Autismo Apuania Onlus: meno luci e rumori nel rispetto dei malati
Ivan Zambelli
massa. Corsi per 150 dipendenti del Carrefour su come comportarsi con la clientela affetta da autismo, e delle ore “tranquille” per evitare l’eccesso di stimoli durante l’esperienza nel centro commerciale. Il progetto, organizzato da Autismo Apuania Onlus, vede coinvolto il centro commerciale Mare Monti, che ha messo a disposizione 150 volontari ma in orario di lavoro per una serie di incontri formativi con psicologi, volontari e genitori di persone con autismo. Lo scopo è quello di far acquisire i comportamenti e gli accorgimenti da tenere con la clientela portatrice di autismo, ma anche sensibilizzare sull’argomento, portando esempi concreti di vita quotidiana, come appunto fare la spesa con un figlio autistico. Come spiegato da Roberto Marrai, presidente dell’associazione, «nel corso si parla di autismo e dei problemi di queste persone quando entrano in un centro commerciale; le luci troppo forti, la musica o le pubblicità, lo stesso rumore di fondo possono arrecare forti disagi». Al momento, informa l’associazione, nel territorio apuano esistono 96 bambini in carico al servizio, e 36 adulti. A questi corrispondono altrettante famiglie, ma è probabile che il numero sia maggiore. É quindi relativamente diffuso, ma non lo è altrettanto la conoscenza sull’autismo, e i suoi risvolti nella vita di tutti i giorni, tipo fare la spesa, che per queste persone può essere più difficile di quanto uno possa pensare. «Occorre mitigare, rendendo il mondo meno difficile». Ma al contempo bisogna rendere consapevoli gli addetti, in questo caso del supermercato, che se quel signore ad esempio si avvicina alla cassiera non lo fa per rubare l’incasso, ma magari per chiedere a modo suo delle informazioni. E che quindi non serve l’intervento della sicurezza, ma un diverso atteggiamento. L’iniziativa, già partita con dirigenti e capireparto, è stata accolta molto favorevolmente dal direttore del Carrefour Francesco Nocca e dal responsabile della galleria Giovanni Baron Toaldo. Come spiega Nocca, «Carrefour ha aderito senza scopi di lucro ma per pura sensibilità, così da saper ospitare al meglio queste famiglie». Per questo, oltre a formare il personale, il centro commerciale sta studiando alcune fasce orarie, dette appunto “quiet hours”, per mitigare gli elementi di maggior disagio. L’idea è quella di percorsi definiti, niente pubblicità o musica, fasce orarie con minore affluenze, luci abbassate cosicché le sensibilità di queste persone non siano eccessivamente stimolate. La speranza, prosegue la dottoressa Amelia Mauro, è di «diffondere una cultura partendo dai concetti di integrazione, volontarietà, e formazione. È un inizio che si spera possa essere pilota per altre iniziative. E la conclusione per il 2 aprile (giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo) è mirabile, per celebrare quel momento». A farle eco la collega Federica Luchini, ricordando appunto che «questa condizione dura per tutta la vita. In questo senso l’entusiasmo c’è stato anche per dare maggiore rilevanza agli adulti con autismo». Alla presentazione c’era anche Fiorella Nari, presidente di Anffas Massa-Carrara, che sulla scia dei precedenti interventi è convenuta sulla natura esportabile dell’iniziativa, «che fa cultura sul territorio. I problemi si acuiscono quando non c’è accettazione, quando l’ambiente circostante è ostile». Rendere noto l’argomento consente quindi, in prospettiva, di superare le barriere o peggio l’indifferenza del resto della collettività. Anche perché capita, come ricordato nella presentazione, che alcuni genitori per i sopracitati motivi preferiscono lasciare a casa il figlio o la figlia, specie se questi sono grandi e loro anziani. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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