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Ugo Pisa, parco chiuso da oltre due mesi La rabbia dei cittadini

C.S.
Ugo Pisa, parco chiuso da oltre due mesi La rabbia dei cittadini

Pro loco, comitato e nuovi paesaggi urbani manifestano «Manca un polmone verde, il Comune ci dia risposte»

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massa. Polmone verde del litorale, luogo di incontro, meta di chi ama passeggiare tra i pini con il salmastro nelle narici, il parco dell’Ugo Pisa è chiuso. Ormai da oltre due mesi: il forte vento che il 26 settembre ha messo ko l’intera città, ha inferto una bella ferita anche all’area verde. Venti piante, di vario genere e varia altezza, non hanno retto alla violenza della pioggia e alle folate e sono crollate, una proprio al confine con via delle Pinete. Il Comune ha deciso di chiudere l’intero parco per garantirne la messa in sicurezza: un’ ordinanza e un cartello affisso all’ingresso che avvisa del divieto di accesso. Passano oltre due mesi e nulla cambia: il parco rimane inagibile, il cancello chiuso, il cartello che vieta l’accesso affisso alla recinzione. E i cittadini dicono basta: organizzano una manifestazione e chiedono all’amministrazione di partecipare e dare risposte. A promuovere l’iniziativa il 12 dicembre, alle 10, di fronte al parco, il comitato alluvionati, la pro loco di Marina e quella di Partaccia, insieme all’associazione Nuovi Paesaggi Urbani: «Nel pieno rispetto delle norme anti Covid – spiega Ivo Zaccagna, presidente del comitato alluvionati – ci troveremo davanti al cancello del parco. La nostra manifestazione non si connota politicamente, non siamo sul piede di guerra, cerchiamo piuttosto il dialogo. Alla manifestazione sono state invitate l’amministrazione comunale e provinciale. La nostra priorità è la riapertura del parco, abbiamo bisogno di comprendere – prosegue Ivo Zaccagna – per quale motivo i tempi di apertura siano così lunghi».

Uno spazio verde sottratto alla fruibilità dei cittadini e degli atleti: il campo scuola è chiuso da tempo per il rifacimento della pista e l’Ugo Pisa rappresentava un’alternativa per gli allenamenti all’aria aperta. Alternativa che dal 26 settembre è venuta meno. Per chi vive nella zona di Partaccia la chiusura del parco è una ferita: «Parleremo non soltanto della chiusura dell’Ugo Pisa, ma anche di progetti per il litorale. Il “farò” – conclude Ivo Zaccagna – deve essere messo da parte, è arrivato il tempo del fare effettivo». È vero che un progetto per la valorizzazione dell’Ugo Pisa c’è – finanziato con fondi ministeriali per circa 15 milioni di euro –, ma i cittadini chiedono risposte in tempi brevi. Primo passo riapertura del parco.

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