Italia
Progetto telecamere nella zona “movida” Il punto del sindaco
Carrara. Lo dice subito il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale: «Quella è una zona non coperta da videosorveglianza, ma al centro, lo sappiamo, di episodi che sono da tenere sotto controllo». Il perimetro di cui parla il sindaco è quello che delinea l’area che da tempo viene etichettata come della “movida”: via Rinchiosa, viale Vespucci, l’area dell’ex Caravella e largo Taliercio, alla rotonda. Strade, piazze che sono finite, come abbiamo scritto nell’edizione di ieri, in una determina di palazzo civico nella quale si affida il progetto di un nuovo impianto di videosorveglianza per quelle zone (l’importo dell’affidamento è di quasi 2,9 mila euro alla ditta fiorentina Wepro srl). «Il progetto sarà vagliato probabilmente già nella prossima settimana dal comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica. Con l’approvazione del comitato si potranno cercare poi i finanziamenti, tramite bandi, per la realizzazione», spiega il primo cittadino sull’iter da seguire. Sulle tempistiche però il sindaco non si sbilancia. «La realizzazione è corposa, siamo legati ai possibili bandi e quindi stabilire delle tempistiche certe non è semplice», aggiunge De Pasquale che condensa i concetti del documento comunale. E proprio in quest’ultimo gli uffici di piazza Due Giugno snocciolano le motivazioni che hanno portato all’affidamento del progetto per le telecamere: «Sono giunte richieste da parte della locale autorità di pubblica sicurezza, per ampliare l’attuale sistema di videosorveglianza in modo tale che venga interessata la zona di Marina di Carrara e in particolare l’area della ex Caravella, la via Rinchiosa e il viale Vespucci, dove negli ultimi periodi si sono verificati episodi di microcriminalità e risse tra bande di giovani; è volontà di questa amministrazione comunale continuare a garantire la sicurezza dei cittadini e di estendere l’attuale sistema di videosorveglianza, utilizzando, se possibile, anche i finanziamenti messi a disposizione dalle autorità centrali dello Stato».
L.B.
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