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Il grido di Cesarina: oh fante andiamo a fermare i tedeschi
carrara. Sarebbe stato bello sentire la sua voce, anche ieri. Ma le condizioni di salute di Cesarina Tosi, 95 anni, non ce lo hanno permesso.
Restano le parole, quelle che questa donna coraggio, unica sopravvissuta delle donne del sette luglio, ci aveva regalato in una intervista del 4 dicembre del 2019.
Cesarina è all’anagrafe Cesira Tosi, è sposata da 73 anni con il partigiano Giorgio Mori, che di anni ne ha 98. Cesarina è l’ultima sopravvissuta delle donne che, nel 1944, non ebbero paura ad affrontare i tedeschi per impedire loro il rastrellamento della città. Ce lo raccontò così. «Noi ragazze eravamo in piazzetta delle Erbe- ricorda - Ci fu un passaparola; "O fante tocca andare davanti al comando dei tedeschi, vogliono portare via la nostra gente". Non ci fu davvero bisogno di altro: ci muovemmo insieme. Senza parlare più. Io mi sono arrampicata su una grondaia, sulla chiesa del Carmine, Giorgio lo vedevo da lontano, vestito da spazzino, con gli altri partigiani, si nascondevano dai tedeschi». Quel giorno Cesarina insieme alle donne di Carrara difese la propria città. «Quando, il 7 luglio fanno le commemorazioni la prima cosa che penso è: oddio come siamo diventati vecchi – ci raccontò Cesarina – Ma se potessi tornare indietro rifarei tutto come prima. Se ci penso mi sento ancora scorrere l’energia nelle vene». «Di quel tempo ricordo ancora la fame - racconta Cesarina - Mia madre partiva con le lenzuola per darle alle parmigiane in cambio della farina. Mi alzavo di notte per farmi la polenta con la crusca: non si buttava via nulla. Il mio cappotto “buono” era una coperta vecchia. Mia madre la tinse di nero e mi fece quel cappotto. Anche il vestito da sposa, nel 1948, dopo la guerra, lo cucì la madre. per me era l’abito più bello del mondo».
A.V.
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