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Arriva l’obbligo vaccinale nelle scuole: 150 dipendenti rischiano la sospensione

Ivan Zambelli
Arriva l’obbligo vaccinale nelle scuole: 150 dipendenti rischiano la sospensione

Solo una piccola parte dei docenti e bidelli non ancora immunizzati non lo sono per problemi di salute

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Ivan Zambelli

massa. Tra i provvedimenti di controllo sulla pandemia c’è l’obbligo vaccinale per tutto il personale scolastico. Misura che interesserà tanto le terze dosi, ma anche chi non si è ancora vaccinato. Il provvedimento entrerà in vigore dal 15 dicembre, e l’impressione è che la misura serva a ridurre ulteriormente i contagi nelle scuole, in aggiunta al via libera di Aifa ai vaccini sui minori tra 5-11 anni. Una soluzione, questa, che consentirebbe di limitare l’entrata e uscita delle classi dalle quarantene, preventive o meno, dando così continuità alla didattica in presenza, essenziale per la crescita dei giovani.

Ma come è messo con le vaccinazioni il mondo scolastico di Massa-Carrara? Nella nostra provincia lavorano nelle scuole circa 3.000 persone, tra bidelli, docenti, tecnici e dirigenti, di cui circa 150 risultano non vaccinati. «Non abbiamo un numero certo – spiega la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, Donatella Buonriposo -, per motivi di privacy, però già al tempo in cui si parlava di green pass nei luoghi di lavoro ricordo che su Massa (intesa come provincia) erano vaccinati quasi tutti. Di non vaccinati ci sarà stato un 5%, se non meno». Probabilmente questa percentuale nel frattempo è diminuita, e va tenuto presente che da questa vanno dedotte le persone che non possono vaccinarsi. Ecco che il numero dei non vaccinati per scelta appare più contenuto, ma comunque non trascurabile. E che potrebbe portare già dei disagi, nel senso che dal 15 dicembre potrebbe mancare in classe il docente riottoso. Ma dall’altro potrà risolverne altri: «Abbiamo quarantene continue, gli infettati stanno aumentando, ci sono queste varianti», commenta a riguardo la dirigente. «Massa fortunatamente ha alti numeri di personale scolastico vaccinato, e sono pochi i casi di novax. Però ci sono già stati casi di docenti che non sono entrati a scuola, restando a casa senza stipendio». E questo ha causato dei problemi alla continuità didattica, dal momento che non si sa quando rientrano in servizio, e per quanto: «Chiaro che tutto questo comporta danni alla didattica, per l’assenza del docente, ma anche al dirigente che deve ogni volta convocare un supplente. Faccio per dire, magari sta assente un mese, poi torna per qualche giorno e si riassenta. Si rischia un cambio continuo di insegnanti. Con tutto ciò che consegue per la didattica».

Almeno questo si dovrebbe risolvere. Intanto anche dai sindacati di categoria non filtrano commenti nel merito, ma considerazioni generali sì. La Cgil, ad esempio, ha da tempo chiesto l’obbligo vaccinale per tutti, come ricorda la responsabile Isa Zanzanaini. «Abbiamo chiesto la vaccinazione prioritaria per i docenti della scuola, dove tra l’altro la vaccinazione supera il 90% dei lavoratori». Perché è questo l’ambito in cui ci si muove, a Massa come nel resto d’Italia. «Secondo me nella nostra categoria bisogno dell’obbligo vaccinale non c’è, perché siamo a livelli alti». Basti pensare, ricorda sorridendo Zanzanaini, «alle corse quando il vaccino è uscito. Quasi tutti i docenti sono vaccinati con Astrazeneca, e penso che tante delle terze dosi di questi giorni sono di questi lavoratori».

Lucia Natali, della Cisl, concorda sulla ratio di questo provvedimento, «volto a tutelare la salute pubblica. Da parte dei lavoratori della scuola c’è stata una grande responsabilità, mettendo come principio base la tutela loro e dei ragazzi. Sperò veramente che questo aiuti a porre fine a questo periodo bruttissimo, anche perché la didattica a distanza da troppi problemi, di apprendimento ma anche di socializzazione».

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