No al parcheggio sopraelevato «Vogliamo la Casa delle Culture»
I residenti contro il progetto per l’area di sosta all’ex Cat. Critiche anche dal Pd: «Sarà un ecomostro»
MASSA. «Una proposta nuova, non condivisa, che ci lascia basiti». Con queste parole l'associazione “Borgo del Ponte - Santa Lucia - Capaccola” boccia il progetto dell’amministrazione comunale guidata da Francesco Persiani di realizzare un parcheggio sopraelevato nell’area ex Cat. Un’opera costosa (oltre tre milioni di euro) che doterebbe l’area di 159 posti aiuto incrementando la disponibilità attuale di stalli per la sosta di «solo 29 posti» scrive l’associazione in una lettera indirizzata al primo cittadino. «Ci è veramente difficile capire cosa abbia guidato l’amministrazione comunale nell'approvare un progetto che prevede di intercettare fondi regionali per realizzare un parcheggio sopraelevato a due piani nell'area ex Cat – si legge nella missiva – . L’investimento sarebbe di ben 3.140.000 euro ed i posti auto realizzati 159, come si ricava dalla relazione tecnica di accompagnamento, quando già adesso, il parcheggio a raso ospita 130 posti auto quindi il vantaggio sarebbe minimo, solo 29 posti auto in più! A fronte di un costo enorme e un impatto visivo notevole. Inoltre l'edificio ex Cat verrebbe demolito, come risulta dal computo metrico estimativo e dalla planimetria, senza recuperarne in nessun modo il volume in contraddizione con quanto sempre affermato, ovvero di voler realizzare in quello spazio un edificio multifunzionale (la Casa delle Culture)».
«L’associazione – proseguono i cittadini – sperava che, dopo il bando volto al recupero del Pomario, si procedesse al reperimento di fondi per recuperare l'antico agrumeto e riqualificare il capannone, magari demolendolo, ma anche ricostruendolo a norma di legge, secondo quanto definito dalla la proposta progettuale vincitrice. Improvvisamente invece salta fuori una proposta nuova, non condivisa, che ci lascia basiti... Scriviamo quindi per chiedere che questa venga rivalutata e si investa invece nel realizzare il progetto della Casa delle Culture. I Parcheggi sono certamente necessari, ma riteniamo debbano essere realizzati in luoghi appropriati e con costi ambientali ed economici accettabili».
Il coro di no al progetto va oltre la voce dell’associazione. Perplessità, nei giorni scorsi, erano state espresse da Italia Nostra. E sul punto prende posizione anche il gruppo consiliare del Pd. «Come volevasi dimostrare. È stato sufficiente solo l’annuncio da parte dell’amministrazione Persiani dell’ipotetica realizzazione di un parcheggio prefabbricato multi-piano in area ex Cat per far emergere che i conti non tornano. A dirlo è Italia Nostra, ed in effetti molti aspetti del ventilato progetto non convincono affatto. Intanto, è evidente che i parcheggi ricavati ex novo sono del tutto insufficienti a soddisfare le esigenze di mobilità di una città che ha ormai una viabilità del tutto scombinata. Ma soprattutto è evidente che si sta rinunciando in maniera definitiva ad una riqualificazione di un’area strategica che potrebbe diventare la sede di un centro polifunzionale dedicato alla cultura, secondo quanto previsto nelle progettazioni precedenti, utilizzando proprio i volumi dismessi. Potrebbe nascere lì, in altre parole, la Casa delle culture, riprendendo l’esperienza avviata prima della chiusura del sito e procedendo ad una nuova realizzazione coerente con gli spazi e le architetture adiacenti» scrivono i consiglieri Gabriele Carioli, Alessandro Volpi, Stefano Alberti e Giovanni Giusti. «Si tratta infatti di un luogo che confina con un’area verde che dovrebbe trovare la giusta riqualificazione, combinando il recupero storico degli agrumeti con una “Casa” dove ospitare cultura. Adesso invece l’amministrazione Persiani parla di realizzare un parcheggio multi-piano che costerà all’incirca oltre tre milioni di euro per passare dai 130 posti auto attuali ai 168 futuri; un’enormità sia per la scarsità dei posti ricavati sia per la già ricordata devastazione di un’area che potrebbe essere invece di pregio. Peraltro, un bando che preveda per i partecipanti una spesa simile dovrebbe essere, inevitabilmente, remunerato con costi non banali per il Comune. Come gruppo consigliare del Pd siamo fermamente contrari a questo progetto costoso, inutile e dannoso per la rinuncia a soluzioni più convincenti e destinato a costituire una sorta di “ecomostro” nel cuore di un quartiere assai abitato».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
