Il presidio
Violenza di genere, 16 richieste di aiuto al consultorio La mappa degli sos
La dottoressa Maria Paola Mori fa il punto sui servizi «Vicini alla donne in ogni momento della loro vita»
Gianluca Uberti
AULLA. Dal 2016 è la dottoressa Maria Paola Mori, laureata e specializzata in ginecologia ostetricia all’Università di Pisa, la responsabile dell’unità funzionale consultoriale zona Lunigiana. Istituiti nel 1975 per promuovere e tutelare la salute della donna, i consultori familiari si caratterizzano per la multidisciplinarietà delle aree di intervento. Sono tre i consultori in Lunigiana, quelli di Aulla, Pontremoli e Villafranca, collocati all’interno del distretto Casa della Salute. Ecco i numeri della popolazione lunigianese che si è rivolta alla rete consultoriale durante la pandemia e prima di questa: mille e 568 donne nel 2020 contro le 2mila e 11 nel 2019, per un totale di 6mila e 889 prestazioni erogate nel 2020 contro le 8mila e 154 nel 2019. «Come si evince dai dati locali, ma anche da quelli regionali, le restrizioni agli accessi negli ambulatori per il contenimento della pandemia da Covid-19 – spiega la dottoressa Mori – hanno portato solo a un modesto calo negli accessi, a significare come il consultorio possa essere considerato un servizio sociosanitario di base per i cittadini. Gli operatori, infatti, hanno sempre garantito le prestazioni necessarie e urgenti, considerando che gli accessi ai presidi ospedalieri erano chiusi». Da sottolineare, inoltre, che la zona Lunigiana, come la zona Apuana, è “Comunità amica del bambino e della mamma”, certificata Unicef dal 2016: «Nel 2022 saremo sottoposti a ri-certificazione – prosegue la dottoressa – e questo ci vede molto impegnati e in vari modi. Tutta la “Comunità”, infatti, deve ricevere le informazioni utili a promuovere e sostenere l’allattamento materno, con azioni di vario tipo nelle sedi aziendali, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle istituzioni, nelle associazioni». L’attività, in quest’area di intervento, coinvolge la psicologa e l’assistente sociale per la prevenzione del disagio psicosociale in gravidanza e puerperio, all’interno di un più grande progetto di area vasta e regionale-ministeriale per la prevenzione della depressione post-partum. «Altra attività in cui è imprescindibile l’assistenza multidisciplinare – aggiunge la dottoressa Mori – è la prevenzione delle interruzioni volontarie di gravidanza il cui tasso zonale è più basso del tasso medio regionale e questo anche grazie all’attività di informazione-promozione sulla contraccezione, soprattutto nelle donne straniere e nelle adolescenti e grazie alla delibera di giunta regionale 1251 del 2018 che prevede l’erogazione gratuita di contraccettivi in determinate fasce di età, momenti della vita, fasce di esenzione. Agli incontri nelle scuole, nei primi mesi del 2020, hanno partecipato 815 alunni e il tasso di accesso al consultorio giovani è stato del 46,25%. Nel consultorio, inoltre, si fa prevenzione nell’ambito dei tumori ginecologici con visite, ecografie e lo screening pap-hpv, test che rappresenta una delle più grandi conquiste mediche, con l’abbattimento dell’incidenza del tumore della cervice uterina. Da pochi mesi, poi, è terminato un progetto regionale indirizzato ai richiedenti asilo, il progetto “Icare”, nell’ambito materno infantile. Il consultorio – conclude infine – è anche centro di coordinamento per la violenza di genere: 275 le prestazioni erogate e 16 le utenti seguite nel 2020. Infine, le prestazioni psicologiche nel solo ambito disagio sono state 381 nel 2020».
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