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L’ex sindaca di Aulla abbandona il consiglio «Io offesa dall’assessore»
Gianluca Uberti
AULLA. È stato un consiglio comunale decisamente movimentato quello di venerdì sera ad Aulla. Gesti dell’ombrello ed epiteti poco rispettosi, infatti, sarebbero stati rivolti alla ex sindaca Silvia Magnani, attualmente consigliera comunale di opposizione, proprio nella sala consiliare del municipio. Al punto che questa ha lasciato la seduta.
Ed è lei stessa a ricostruire la vicenda: «Ritengo doveroso rispondere ai tanti concittadini che mi hanno chiesto i motivi del mio abbandono del consiglio comunale nel corso dell’ultima seduta, per confermare che ho voluto rispondere, in questo modo, ai gesti volgari e agli insulti nei miei confronti da parte dell’assessore ai lavori pubblici, Alessandro Giovannoni, evidentemente incapace di esprimersi in maniera diversa. In quella sede ho evidenziato, e ribadisco, come le scelte di spese per interventi sul territorio siano chiaramente dettate dalla mancanza di visione delle priorità, unita alla voglia (o debolezza) di elargire piccoli incarichi e modeste prebende senza affrontare nessuno dei problemi veri del Comune di Aulla, dove i cittadini delle frazioni soffrono di abbandono e la soluzione non si trova coprendo le toppe nella carreggiata».
Ma l’affondo di Silvia Magnani si allarga anche all’affidamento di un incarico di consulenza per la potatura degli alberi di via Resistenza, definito «una perla che resterà negli annali dello sperpero di questa amministrazione e vale come esempio emblematico per comprendere il metodo con il quale il sindaco Valettini e l’assessore Giovannoni amministrano, e dilapidano, le risorse. Di fronte a contestazioni precise su sperperi, inadempienze e improvvisazioni nel settore dei lavori pubblici, e mentre stavo ricordando che il Comune di Aulla deve rispondere in tribunale ad una serie di cause con possibili rimborsi milionari per scelte operate esclusivamente da questa Amministrazione, l’assessore Giovannoni – sostiene la consigliera comunale di minoranza – ha pensato di rispondere per le vie brevi con un gesto triviale e parole pesanti che lo qualificano compiutamente. Il gesto indecente, già grave in sé e inaccettabile anche nei consessi che forse l’assessore è solito frequentare, è ancora più inqualificabile perché rivolto, assieme agli insulti, ad un consigliere comunale eletto dai cittadini, mentre parlava in quello che dovrebbe essere il luogo del confronto e del rispetto», aggiunge Silvia Magnani, la quale non è tenera con l’assessore comunale ai lavori pubblici. «Mi vedo costretta a pensare che – continua l’ex sindaca -, non disponendo di un lessico adeguato, Giovannoni sappia esprimersi solo a gesti e che, perciò, apponga una croce per firmare atti amministrativi che si commentano da soli». Da qui la promessa ai cittadini in vista dell’imminente conclusione del mandato amministrativo della giunta comunale in carica, che si chiuderà il prossimo anno: «Assicuro ai cittadini che mi hanno espresso solidarietà che, fin dalla prossima seduta, e per quelle che ancora mancano al termine di questa tristissima parentesi amministrativa, sarò presente in consiglio comunale per chiedere conto della chiusura delle piscine di Quercia, delle cause milionarie pendenti a carico del Comune, delle pratiche urbanistiche relative ai supermercati, del degrado e della mancanza di sicurezza nel centro storico. Saranno domande alle quali l’assessore Giovannoni non potrà rispondere con gesti triviali e insulti gratuiti, ma dovrà parlare esibendo atti e documenti, cosa che, a quanto pare, gli riesce assai difficile».
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