Rifiuti, sos dei sindacati «Ci negano lo sciopero»
Pronto un esposto dei lavoratori dell’igiene pubblica: «Il personale ha ricevuto pressioni da parte delle dirigenze sindacali in merito all’agitazione di domani»
aulla. «Sembra assurdo ma nella nostra Provincia ormai è diventato difficile scioperare». È la denuncia dei sindacati, scritta in una nota firmata da Angelo Fruzzetti della Fip Cgil, Lca Mannini della Cisl Fp, Rolando Bellè della Uilt, Massimo Vergazzoli della Fiadel. È quanto sta accadendo, dicono i sindacalisti ai lavoratori dell’igiene urbana dai quali «ci pervengono numerose segnalazioni di forti pressioni sul personale, specialmente quello giovane e precario, da parte delle dirigenze aziendali per non aderire allo sciopero nazionale di lunedì 8 novembre. Contrariamente a quanto stabilisce la normativa sullo sciopero, che considera servizi essenziali da garantire all’utenza solo la raccolta rifiuti negli ospedali / case di cura, nelle scuole, caserme, carceri, stazioni ferroviarie, aree di mercato settimanale nonché il 20 per cento delle aree turistiche nei centri storici, in diverse aziende pubbliche e vogliamo sottolineare la parola pubbliche per meglio comprendere la gravità di quanto sta accadendo, ci sono tentativi di aggirare la normativa garantendo di fatto il servizio sul territorio a discapito di una protesta giusta, libera nonché regolata da una legge dello stato».
In Lunigiana infatti Ersu ha messo in programma il servizio porta a porta delle utenze civili mediante la raccolta pannolini, «come se questa fosse un servizio essenziale – dicono -. Analoga situazione per la distribuzione dei sacchetti dove sono state fatte forti pressioni sugli addetti. Evidentemente – si legge ancora nella note – Ersu ritiene la distribuzione dei sacchetti un servizio essenziale».
All’Asmiu Massa la gravità della situazione e ancora più evidente dove sono stati programmati servizi sulla raccolta del rifiuto urbano residuo, precettando ben 23 dipendenti».
L’azienda, secondo i sindacalisti «in modo del tutto provocatorio», ha inserito tra i dipendenti «precettati anche due dirigenti sindacali contravvenendo in modo esplicito a quanto previsto dal contratto nazionale del lavoro. E pensare che in riunione aziendale è stato detto a chiare lettere che non si doveva programmare altro se non i servizi strettamente essenziali».
Qualche dirigente, sempre secondo riportato dalle sigle sindacali «evidentemente vuole ben figurare con l’amministrazione comunale, peccato che lo sta facendo sulla pelle dei lavoratori che stanno lottando da ben 27 mesi per un rinnovo del contratto nazionale. Un contratto nazionale in cui l’unico obbiettivo da parte delle associazioni datoriale è quello di portare il settore a una precarizzazione del lavoro e ad un abbattimento del costo del lavoro».
Domani mattina i sindacalisti faranno un esposto alla commissione di garanzia sullo sciopero.
«La negazione del diritto allo sciopero è una cosa gravissima considerando che i lavoratori non scioperano per divertimento ma per una giusta causa che tra l’altro comporterà una perdita di denaro sulla retribuzione del mese».
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