Il Tirreno

l’analisi di alessandro volpi 

«Hanno tolto a Massa un polmone che invece respirava benissimo»

Chiara Sillicani
«Hanno tolto a Massa un polmone che invece respirava benissimo»

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Chiara Sillicani

massa. Del Guglielmi non ha più parlato. Non dal 2018, dopo la sconfitta elettorale. Adesso lo fa. Lo fa perché ieri, aprendo il giornale, legge che il certificato rilasciato al teatro, dopo i lavori eseguiti dalla sua amministrazione, era valido. Che gli interventi erano stati eseguiti correttamente, che sarebbe bastato mettere a posto due cosette e il sipario si sarebbe alzato di nuovo. Che – forse – al teatro sono in corso lavori, finanziati con soldi pubblici, che non servivano. Decide di parlare Alessandro Volpi e non perché – assicura – la chiusura del teatro è stata una carta importante giocata dal centrodestra in campagna elettorale nel 2018, ma perché il Guglielmi chiuso è «una ferita per Massa». Un colpo inflitto ad una idea di città che trovava nel teatro il suo fulcro: «Leggo che il perito del tribunale ha riconosciuto la regolarità del certificato. È una notizia enorme. La nostra amministrazione ha riaperto il Guglielmi nel 2013, abbiamo iniziato i lavori appena dopo le elezioni e allestito quattro stagioni meravigliose, con prime nazionali e compagnie disposte a fare persino quattro serate. Il Guglielmi era aperto tutti i giorni, abbiamo ospitato il jazz, gli spettacoli per bambini e per le famiglie, abbiamo creato occasioni di dialogo tra l’arte e il teatro. Ricordo le code alla biglietteria, tanto che abbiamo dovuto distinguere diverse tipologie di abbonamento. Senza alzare i prezzi, il teatro è stato in grado di fare utili. Esempio di come la cultura possa autofinanziarsi. La chiusura del Guglielmi è stata una ferita enorme, anche per la nostra amministrazione con le polemiche seguite all’apertura del teatro tenda». Sì perché quel 20 dicembre 2017, quando i sigilli vengono affissi alla facciata del teatro, la stagione è già iniziata: «C’erano le penali, c’erano gli impegni presi con le compagnie e con il pubblico. C’era in gioco la credibilità e noi abbiamo allestito il teatro tenda». Ma il Guglielmi è chiuso. E quella chiusura pesa. In città e in campagna elettorale. È la macchia per un’amministrazione che – lo ha sempre dichiarato – vuol fare del rilancio culturale una priorità. Adesso Volpi si toglie fino all’ultimo sassolino dalla scarpa: «Dopo la chiusura abbiamo fatto il possibile, abbiamo chiesto incontri in Procura, abbiamo parlato con l’allora procuratore capo, ci siamo attivati con il comando dei vigili del fuoco. Ora leggo che per il perito del tribunale – ribadisco del tribunale e non di parte – il certificato era regolare. È colossale. Se questo emergerà con certezza, beh allora è stato chiuso il polmone della città dicendo che non funzionava, quando respirava benissimo. Massa è stata lesa facendo balenare sospetti sui lavori che noi abbiamo eseguito, facendo passare l’idea che Volpi e la sua amministrazione non avessero messo al centro la cultura quando il Guglielmi era un piccolo caso nazionale per numeri e qualità del cartellone. Davvero– Volpi è un fiume in piena – è eclatante. Quello che mi addolora di più è che Mauro Fiori (assessore alla cultura nella giunta Volpi ndr) non possa leggere quello che sta accadendo. Lui era un interlocutore di Fondazione Toscana spettacolo, lui nel teatro ha creduto tantissimo, ha sofferto della chiusura. Quella del Gugliemi è davvero una vicenda – è l’ultimo aggettivo scelto da Volpi – tristissima».

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