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Castagne, raccolta in calo ma la qualità sarà ottima
Coldiretti stima un -15% in Lunigiana e lancia l’allarme concorrenza straniera Occhio alla farina: quella Dop in commercio soltanto dopo il 15 novembre
pontremoli. La farina di castagne della Lunigiana Dop festeggia 10 anni dall’iscrizione del registro Ue con un’annata di grande qualità nonostante i contrattempi climatici. La stagione 2021 non sarà delle più generose dal punto di vista della quantitativo, con una raccolta stimata in lieve calo (-15%) e con differenze anche notevoli tra alta quota e bassa quota, ma sarà comunque positiva.
La raccolta è in corso. Per la farina Dop, ottenuta seguendo rigorosamente un ferreo disciplinare che prevede l’antica essiccazione a fuoco lento nei metati, la selezione manuale e la macinatura a pietra, si prevede una produzione in rialzo rispetto allo scorso anno quando i quintali certificati furono appena 21 contro i 38 del 2019. La farina Dop “nuova” potrà essere in commercio solo dal 15 novembre in poi così come prevede il disciplinare. A dirlo è Coldiretti Massa Carrara sulla base dell’analisi dell’associazione nazionale “Città del Castagno”.
«Il prodotto fresco e così anche trasformato non mancherà sulle tavole. È stata una stagione anomala, come lo è stata per altri prodotti agricoli importanti come le olive la cui produzione è più che dimezzata nella nostra Lunigiana ma per la castagna sarà buona a livello generale – analizza Francesca Ferrari, presidente Coldiretti Massa Carrara – Il vero tema del presente è l’abbandono dei castagneti da frutto che favorisce le importazioni dall’estero quando l’attività castanicola ha rappresentato per queste terre una fonte indispensabile di sostentamento famigliare e di reddito agricolo. La filiera della castagna è una filiera che può garantire reddito, occupazione, impegno ed interessanti prospettive per il trasformato collegato al campo della ristorazione che è in grande crescita così come quello turistico autunnale».
Coldiretti stima che, nella sola Lunigiana, ci siano almeno 15 ettari di castagneti in stato di abbandono. «Il rischio però – analizza ancora la Ferrari – è di trovarsi nel piatto castagne provenienti da Portogallo, Turchia, Spagna e dalla Grecia che vengono spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai nostri produttori. Per limitare la dipendenza dall'estero c’è bisogno di recuperare i castagneti oggi abbandonati nella nostra bella Lunigiana, rimetterli in produzione».
Ancora peggiore è la situazione dei trasformati, per i quali non vi è l’obbligo di etichettatura di origine e per le farine di castagne che, non avendo un codice doganale specifico, non è neppure dato a sapersi quante ne vengano importate. «Fate molta attenzione: la farina Dop può essere commercializzata solo dal 15 novembre – spiega ancora la Ferrari – e quest’anno, a causa della caduta tardiva delle castagne nei castagneti da frutto, arriverà anche più tardi. Leggete bene l’etichetta e assicuratevi che ci sia il logo comunitario. Il rispetto del disciplinare garantisce la qualità». Un traguardo, quello per la farina Dop della Lunigiana, celebrato a BuyFood dall’assessore all’agricoltura, Stefania Saccardi consegnando, in occasione della visita ad Apella, la scorsa settimana, l’attestato a Barbara Maffei in rappresentanza di tutti i produttori.
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