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Il “Don Gnocchi” riapre Per il futuro da capire quali saranno i servizi

. M.L.

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FIVIZZANO. Dopo diverse “fumate nere” è giunta finalmente quella “bianca”: il prossimo mercoledì 3 novembre riapre il centro di riabilitazione della Fondazione Don Carlo Gnocchi di Fivizzano. La notizia, che ha tutti crismi dell’ufficialità, è stata fornita da Catia Ciappi, responsabile delle strutture apuane della Fondazione al segretario regionale della Cisl Fp Enzo Mastorci. Notizia che ha destato grande soddisfazione nelle organizzazioni sindacali, nei lavoratori della struttura e nella popolazione. Una vicenda quella della chiusura della Don Gnocchi di Fivizzano, avvenuta lo scorso primo luglio, che negli ultimi due mesi ha tenuto banco negli ambienti politici fivizzanesi, con tutta una serie di accuse e prese di posizione. Come si ricorda la chiusura era stata motivata per motivi di manutenzione e sanificazione dei locali, dopo che la stessa era stata utilizzata per i pazienti Convid. Era stato annunciato al momento della chiusura che i termini del fermo sarebbero dovuti essere di 40/60 giorni. Poi si seppe che ciò che faceva slittare la riapertura del rinomato centro definito al momento dell’inaugurazione il 30 di marzo del 2014 “il salvagente dell’ospedale cittadino” era la mancanza di medici. Problema a quanto pare risolto e che ha permesso così la riapertura del Polo di riabilitazione con il ritorno “a casa” dei circa 40 lavoratori impiegati nella struttura. Resta da capire con precisione quali saranno le specialità offerte dal Centro Fivizzanese, si era parlato di cure intermedie(trasferite dal vicino ospedale) hospice, posti letto per stati vegetativi e anche servizi dedicati alla vera vocazione della struttura: la riabilitazione.

«È stata una dura lotta, ci siamo battuti a tutti i livelli istituzionali sia locali che regionali - dichiara Mastorci -, per vedere nuovamente aperta e ben funzionante la "Don Gnocchi" di Fivizzano. Dapprima l'apertura doveva essere il 30 settembre, ma sono stati diversi i problemi che hanno fatto slittare l'avvio del servizio. Ci sarà però la necessità di personale specializzato. Ci auguriamo che ldiventi un centro di eccellenza della riabilitazione, e che venga riaperto il secondo piano della struttura per ospitare e assistere i pazienti che necessitano di queste terapie. Voglio ricordare che adesso i posti letto dedicati alla riabilitazione saranno quattro su trenta. Sedici diventeranno posti letto di tipo cure intermedie, di cui dieci sottratti all’ospedale e sei alle case di riposo. Inoltre gli unici posti letto che saranno aggiunti, saranno quelli dell’hospice». M.L.

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