Italia
Gaia e fatturazioni sbagliate: «Ridaremo solo 572mila euro»
massa. Gaia sbaglia nella fatturazione delle partite pregresse e deve rimborsare i cittadini. Un rimborso che – spiega la società – non ammonta a 1,4 milioni come scritto ieri, ma – chiarisce– a 572 mila euro: «Non 1,4 milioni, ma 572mila euro è la somma che Gaia – si legge in una nota – sta provvedendo a rimborsare in bolletta a tutti gli utenti interessati. Infatti, a seguito di un errore tecnico nel caricamento dei dati nel data base per l’emissione delle fatture, il gestore ha verificato uno scostamento tra l’importo di partite pregresse deliberato dall’Autorità e quanto fatturato in bolletta. La differenza si è tradotta in una somma maggiore da richiedere, di cui finora però è stata fatturata solo una parte (572mila euro e non 1,4 milioni) poiché il processo è stato subito bloccato, appena ci si è resi conto dell’errore. Ci scusiamo con tutti gli utenti per questo errore tecnico. Da sempre curiamo con attenzione il processo di fatturazione, che lavora ogni anno circa un milione di bollette. La correttezza e la trasparenza sono per noi valori fondamentali. Per la definizione dell’importo unitario delle partite pregresse – spiega Gaia – è stato erroneamente preso in considerazione il recupero di 3,804 milioni al posto dei circa 2,355 milioni, generando solo per tale anno una fatturazione maggiore. Il rimborso – continua Gaia– sarà ben visibile nella prima pagina della bolletta.
Sull’errore e sui rimborsi interviene il Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione le bonifiche e la ripubblicizzazione dei servizi del servizio idrico e spiega che i rimborsi potrebbero distrarre da quello che per il comitato è il tema vero: «Che Gaia commetta errori non ci stupisce, anzi. Comunque questo non è il vero problema, anzi è una notizia che può creare confusione e diventare un regalo per la società. Gli utenti avranno un conguaglio per gli importi indicati e saranno soddisfatti del risultato ottenuto. Queste, però, sono briciole rispetto al vero problema: le partite pregresse non sono conguagli per gli investimenti effettuati, come qualcuno ha riportato, sono conguagli autorizzati dall’Autorità nazionale, per gli anni antecedenti il 2012 che non poteva autorizzare poiché, la stessa, ha competenza per il servizio idrico dal primo gennaio 2012. Abbiamo sempre sostenuto che questi conguagli non erano dovuti, cioè non erano legittimi e, finalmente, grazie alla pervicacia di un avvocato, la Cassazione, con sentenza depositata il 23 giugno 2021 ha dichiarato la illegittimità dei conguagli pregressi. Grazie a questa sentenza – continuano – Gaia dovrà rimborsare agli utenti, considerando gli anni non prescritti, una somma complessiva di 25-30 milioni di euro, che dovrà essere accertata dalle bollette. Non siamo – conclude il coordinamento – contro la società ma contro un sistema che non rispetta le regole a danno dei cittadini».
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