Polizia municipale in rivolta contro il Gps “Grande Fratello”
massa. L'occhio “vigile” del Comune di Massa sui vigili urbani . I nuovi sistemi Gps, installati quasi all'insaputa dei lavoratori sulle auto di servizio e sulle radio in dotazione al corpo della Polizia municipale massese hanno peggiorato, se fosse possibile, i rapporti tra i sindacati rappresentanti dei lavoratori e l’amministrazione civica guidata dal sindaco Francesco Persiani. «Sono state scavalcate completamente le rappresentanze sindacali- dice Laura Bacci della Funzione pubblica Cgil – Qui si viola la privacy dei lavoratori e si rende impossibile tutelarli».
Il caso dei Gps è ritenuto così grave e improvviso che Cgil, Cisl e Uil si soion sentite costrette a denunciare l’accaduto, chiamando in causa anche il Garante della privacy e l’Ispettorato del lavoro. Durante un incontro congiunto, le sigle sindacali spiegano che tutto è nato, circa 7 mesi fa, quando l'amministrazione ha deciso di adottare un nuovo “disciplinare sull'installazione di sistemi Gps” nei veicoli della Polizia municipale e sulle radio in dotazione ai vigili. Un disciplinare “giustificato” dalla necessità di garantire maggiore sicurezza sul posto di lavoro ai propri dipendenti. Cgil, Cisl e Uil confermano che “la normativa specifica in materia di privacy prevede tale tipo di installazione” ma solo se il Gps in questione non riconduca al suo utilizzatore personale. Cioè, il sistema satellitare deve servire a individuare dove si trova in un dato momento il mezzo della Polizia municipale, ma non può essere utilizzato per controllare il lavoratore come fosse in una pagina del Grande fratello di Orwell. Lo Statuto dei lavoratori, inoltre, all'articolo 4, specifica che l'utilizzo dei sistemi Gps deve avvenire solo previo accordo con i sindacati o autorizzazione da parte dell’Ispettorato del lavoro. Ebbene, secondo quanto raccontano Cgil Cisl e Uil, questo percorso non è stato seguito dall’amministrazione comunale di Massa e l’intera procedura sarebbe stata ben poco trasoparente: le Rsu, circa sette mesi fa, ricevettero, è vero, l’invito informale a partecipare a un incontro sull'idea di installare sistemi Gps in auto e in radio, ma declinarono l'invito perché il corpo dei vigili urbani si trovava (e si trova ancora) in stato di agitazione, per problemi legati al personale, ai turni, alle mancate assicurazioni sui mezzi di servizio e molto altro ancora. Il che rendeva impossibile, secondo loro, sedersi al tavolo della nuova disciplinare.
«Per sette mesi – spiega sempre Laura Bacci – non ne abbiamo saputo più nulla; lunedì scorso i vigili si sono ritrovati i Gps nelle auto e sulle radio, sostanzialmente a cose fatte». Il Comune, secondo quanto riportano Cgil, Cisl e Uil, avrebbe ottenuto l'ok dall’Ispettorato del lavoro, ponendo la questione sulla necessità di maggiore sicurezza sul posto di lavoro e sostenendo di non aver trovato, in questo obiettivo, nessun accordo con i sindacati. «Dubitiamo anche sulla legittimità del provvedimento – conclude Bacci – perché i nuovi Gps sono installati su radio date in dotazione personalmente ai lavoratori; cioè ogni vigile possiede una radio con un codice che è riconducibile a lui. Quindi viene meno il rispetto della privacy e ci troviamo di fronte all'ennesima dimostrazione che con il Comune di Massa non esiste alcuna relazione sindacale corretta».
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