Il Tirreno

pieruccini (lega) 

«Marmo, dall’amministrazione un atteggiamento ricattatorio»

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Carrara, Marmo e premialità: sull’argomento al centro del dibattito sul lapideo e politico interviene Nicola Pieruccini della Lega: «L’articolo 21 puo’essere uno strumento valido ma la strategia del ricatto di Martinelli è inaccettabile. E “quelli di prima” hanno svenduto le competenze sulle cave alla regione e quindi sono poco credibili nel fare le prediche».

«Negli ultimi giorni si è infiammato il dibattito sul futuro delle cave, prendendo quasi a pretesto l’articolo 21 del regolamento degli agri marmiferi che lega il prolungamento delle concessioni alla realizzazione di opere pubbliche a favore della città – scrive – Come abbiamo già più volte evidenziato, riteniamo che l’articolo 21 possa essere, in teoria, un valido strumento per garantire la realizzazione di progetti importanti per la città e quindi un’adeguata ricaduta sul territorio dall’escavazione delle cave e, come conseguenza, un miglioramento dei rapporti sociali in città».

«Tuttavia – continua – l’atteggiamento anche su questo tema dell’amministrazione a 5 stelle è da rigettare con forza perché non è “pungolando” le imprese, salvo poi farci a ccordi alla spicciolata, che si ottengono gli obiettivi prefissati ma realizzando un sistema giuridicamente sostenibile e, possibilmente, un grande patto sociale tra le imprese e la città che si garantisce la rinascita e la definizione di un futuro miglior e. È legittima la richiesta delle aziende di ricevere tempi e modalità di progetti e finanziamenti per ottenere il prolungamento delle concessioni perché ciò che Martinelli chiama “pungolo” a noi sa tanto di “ricatto”, ovvero una scorciatoia per recuperar e qualche voto “facile” e procurarsi qualche cliente con cui l’amministrazione a 5 stelle è solita flirtare, ma certo non risolverà i complessi problemi del lapideo che necessitano di razionalità, rispetto delle leggi e, possibilmente, di un clima sociale disteso e collaborativo». «Tuttavia è abbastanza surreale che la predica su questi tema venga fatta – sottoline – da “quelli di prima”, poiché anch’essi hanno gravi responsabilità che, cinque anni di astensione dal potere, n on possono certo aver cancellato. La prima e più importante di queste è la resa sancita dalle legge regionale 35/2015, voluta dalla maggioranza di centrosinistra e sponsorizzata dall’amministrazione comunale dell’epoca, rispetto alla primaria competenza comunale in materia di cave e marmo. La sinistra carrarese decise quindi deliberatamente di rinunciare a regolamentare in ambito locale il settore lapideo disegnandone il futuro e promuovendo la crescita e la concordia, trasferendo le più importanti decisioni da Carrara alle pastoie della politica fiorentina. E questa è una responsabilità grave quanto se non più dell’inadeguatezza a 5 stelle – conclude Pieruccini – perché i clamorosi errori e la fallimentare gestione del lapideo da parte dell’amministrazione comunale in carica discende anche da quella decisione».

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