Il Tirreno

lo scontro sul marmo 

Il M5s: rivoluzione nel marmo e per noi sondaggi a gonfie vele

Il gruppo consigliare grillino attacca ancora gli industriali e sul no all’alleanza con il Pd dice: «Un grande errore ma ora ci sentiamo più leggeri»

2 MINUTI DI LETTURA





carrara. Dopo il vicesindaco Matteo Martinelli, ecco il gruppo consigliare dei Cinque Stelle. Che attacca a testa bassa gli industriali. Utilizzano peraltro argomenti simili a quelli del “loro” assessore e vice-sindaco: «Gli industriali del marmo di Carrara non vogliono regole e svelano il loro finto interesse per la città».

Noi grillini, dicono i consiglieri pentastellati, «abbiamo lavorato per i quattro anni di consiliatura per un’opera di riforma e di adeguamento alle leggi sovraordinate senza precedenti nella storia di Carrara. Abbiamo fatto una vera e propria rivoluzione. Questo sforzo ha portato maggiore equità, più tutele per l’ambiente e ha cercato di ricucire la spaccatura tra il settore lapideo e i cittadini. Ogni volta che abbiamo stimolato le imprese a fare qualcosa in più per la comunità, molte di queste, hanno risposto a suon di carte bollate: la quantità di ricorsi che abbiamo ricevuto parla da sola. Alcune imprese pretendono di scavare dove vogliono, quanto vogliono e come vogliono, senza doversi curare delle creste, delle sorgenti, dei boschi e di condividere parte dei loro faraonici profitti con la città. Queste aziende non stanno chiedendo regole chiare. Queste aziende le regole proprio non le vogliono. Vorremmo anche ricordare, se ancora ce ne fosse bisogno, che molte di queste iniziative si sono rese necessarie in quanto il contributo regionale sull’escavazione e il canone di concessione pagati, meglio noti come “la tassa marmi”, che tra l’altro solo negli ultimi anni hanno raggiunto cifre ragguardevoli, sono spendibili dall’amministrazione solo in minima parte in progetti di pubblica utilità, mentre per legge sono destinati a sostenere spese auto riferibili allapideo stesso. Senza considerare l’indebitamento e le spese a esso riferibili che grava sul Comune di Carrara per la costruzione della Via dei marmi a uso esclusivo del settore stesso».

Ma il gruppo 5 Stelle dice anche altro: nel rivendicare la sua “rivoluzione” nel mondo del marmo marca anche la discontinuità con la politica del passato e attacca la decisione del Partito Democratico locale di ricostituire “el clasico” della coalizione di centro-sinistra per le prossime elezioni comunali: «Non dare seguito al progetto di coalizione riformista portato avanti da alcuni leader nazionali (l’alleanza Pd-M5s) si rivelerà un grande errore, ma al tempo stesso ne siamo alleggeriti: anche per noi l’ipotesi di un’alleanza coi Dem non sarebbe stata facilmente digeribile. Abbiamo il 16%, un leader nazionale amato e riconosciuto, i sondaggi vanno a gonfie vele. A Carrara, nonostante alcune difficoltà, siamo un gruppo coeso, distinto per capacità, visione e professionalità, e faremo il nostro percorso proponendo alla città un valido e ambizioso progetto in continuità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web