Il Tirreno

Il convegno sulla ripartenza della scuola 

«Ragazzi, studiate e fate sport» La lezione di Marcello Lippi

David Chiappuella
«Ragazzi, studiate e fate sport» La lezione di Marcello Lippi

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «Il mestiere dell’insegnante è simile a quello dell’allenatore. Sono entrambi professionisti alla guida di un gruppo di lavoro formato da persone che devono conseguire un risultato. Il loro compito principale è quello di far sentire importanti tutti i componenti del gruppo. Quando nel calcio i titolari sono assenti l’allenatore deve ricorrere alle seconde linee e queste riserve, giustamente, non sarebbero disposte a dare il massimo nei confronti di un tecnico che fino ad allora li avesse ignorati e trattati con sufficienza. Per vincere la sola tecnica non basta. Bisogna possedere soprattutto attitudine al gioco di squadra. Lo spirito di cooperazione è sempre fondamentale». Lo ha detto Marcello Lippi, allenatore di calcio campione del mondo, intervenendo all’incontro “La ripartenza della scuola”, organizzato da Panathlon International e tenutosi nell’aula magna dell’istituto Zaccagna, presieduto dalla professoressa Marta Castagna. All’evento, moderato dalla giornalista di Sky Roberta Noè, hanno partecipato anche Sara Simeoni, ex altista azzurra medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980, Claudio Oliva e Vincenzo Genovese, coordinatori di educazione fisica rispettivamente per Lucca e Massa-Carrara.

Di fronte ai futuri ragionieri e geometri l’ex allenatore della Juventus e della Nazionale hasottolineato l’importanza dello studio, portando ad esempio la sua storia personale: «Io ho sempre avuto la passione per il calcio fin da ragazzino. Tra serie A e B, ho giocato circa 250 partite, soprattutto nella Sampdoria. Gli impegni sportivi, però, mi hanno portato a sacrificare gli studi, impedendomi di conseguire la licenza di terza media. A un certo punto, poi, ho deciso di frequentare a Coverciano un corso per diventare allenatore di prima categoria. Per accedere, però, era indispensabile il possesso della terza media e dunque per prendere la licenza ho dovuto frequentare 6 mesi di scuola a Viareggio insieme ai ragazzi delle medie, con i quali ho poi sostenuto l’esame finale. All’epoca avevo già 35 anni e tornare tra i banchi è stata un’esperienza entusiasmante. Se non avessi conseguito quel titolo di studio, non avrei potuto allenare la Juve, il Napoli e la Nazionale, ottenendo i risultati che conoscete. Per questo dico a voi ragazzi che dovete studiare. È un dovere verso voi stessi. Non potete fare a meno di una base».

Lippi ha anche esortato i giovani a praticare sport: «Quando ho chiesto chi tra voi pratica sport ho visto solo 4 o 5 mani alzate. Ma l’attività sportiva è fondamentale, perché permette di socializzare con gli altri, insegna il rispetto per le regole e per l’autorità. Il Covid ci ha privato a lungo di tutto questo, ma adesso, finalmente, è possibile ripartire».

Lippi ha poi avuto parole di elogio per il collega Roberto Mancini, ricordando la sua vittoria agli ultimi Europei: «Mancini è stato molto bravo. In una realtà come quella attuale, in cui i giocatori italiani sono solo il 35% del totale, non era facile allestire una formazione vincente. Lui ci è riuscito, scegliendo anche calciatori che non avevano ancora avuto modo di esordire nella propria squadra di appartenenza e poi si sono imposti come autentici protagonisti».

David Chiappuella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web