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Dalle ceneri dell’ex Cjmeco nascerà un polo archivistico

Gianluca Uberti
Dalle ceneri dell’ex Cjmeco nascerà un polo archivistico

Il mega progetto di recupero dell’area è stato presentato ieri in Comune Il sindaco: «Per Aulla, questo è il fatto più importante degli ultimi 60 anni»

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Gianluca Uberti

AULLA. Da autentico monumento all’inciviltà umana, con le sue 50mila tonnellate di rifiuti alle porte della frazione aullese di Pallerone, a polo archivistico. È questo il lieto fine che si profila per la discarica ex Cjmeco, una ferita ancora aperta sul territorio lunigianese, di cui si parla dal 1997, quando aprì per lavorare rifiuti senza mai realmente farlo. E se il movimento non mancava nell’area, davvero non erano gli operai al lavoro a crearlo, ma i camion, che entravano carichi di rifiuti e uscivano vuoti. Senza contare che c’è anche una significativa presenza di amianto, pur essendo stato messo in sicurezza nel frattempo.

Ieri pomeriggio, nella sala consiliare del palazzo comunale di Aulla, è stato presentato uno step decisivo verso il lieto fine: alla presenza di Stefano Lombardi, direttore regionale per Toscana e Umbria dell’Agenzia del Demanio, che è proprietaria dell’area sulla quale si trova la ex Cjmeco, il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, ha detto chiaramente che «questo è il fatto più importante degli ultimi 60 anni per Aulla. Infatti, si va a definire una transazione fra l’Agenzia del Demanio e il Comune di Aulla, frutto di una causa che abbiamo ereditato, in base alla quale il Demanio investirà circa nove milioni di euro per la bonifica della ex Cjmeco, mentre il Comune riceve circa un milione di euro a risarcimento del denaro investito in passato sull’area».

Va ricordato, infatti, che c’era una causa legale fra Agenzia del Demanio e Comune di Aulla: nel 2019 la corte d’appello di Genova ribaltò la sentenza di primo grado e diede ragione al Comune nella querelle, ma il Demanio ricorse in Cassazione; ora si è giunti a questo accordo transattivo, che chiude la questione dal punto di vista giudiziario. «Se avessimo avuto di fronte dei privati, sarebbe stata molto più dura», ha fatto notare Valettini. Ma quali saranno i tempi della bonifica della ex Cjmeco? E quale la destinazione dell’area, una volta ultimata? A spiegarlo è stato l’ingegner Lombardi, il quale ha prima precisato che «l’area è di 180mila metri quadri, con 83 edifici, per il 50 per cento pianeggiante, per il 50 per cento nel bosco. Su questa sono già stati spesi circa due milioni di euro per mettere in sicurezza l’amianto. La nostra idea è quella di fare di una parte di quest’area un polo archivistico, mentre per la restante mettere in campo un partenariato fra pubblico e privato. Entro il prossimo anno contiamo di effettuare la caratterizzazione del terreno, per la quale occorrono 250mila euro, mentre entro il 2024 vi sarà l’inizio dei lavori di bonifica veri e propri», ha precisato l’ingegner Lombardi. Alla presentazione sono intervenuti anche il vice sindaco e assessore all’ambiente, Roberto Cipriani, e la presidente del consiglio comunale aullese, Silvia Amorfini, che hanno espresso la loro soddisfazione, mentre la capogruppo consiliare di opposizione, Maria Grazia Lombardi, ha chiesto certezza sui finanziamenti e sul cronoprogramma, accogliendo favorevolmente l’idea del polo archivistico. Da sottolineare, in conclusione, che la questione ex Cjmeco viene da lontano, da fine anni’90 come accennato, quando, alle porte di Pallerone, si insediò questa società che si proponeva di lavorare rifiuti ingombranti non organici, ma che trasformò l’area in una immensa discarica, dove non mancano pneumatici e il temutissimo amianto, che, pur essendo stato messo in sicurezza, è ancora al suo posto.

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