Italia
Quattro conferme, due nuovi ingressi e l’anticipazione sulla presidenza
Le scelte di Gianni Lorenzetti per il secondo mandato tra alternanza e valorizzazione del lavoro fatto e delle competenze
Ivan Zambelli
montignoso. Cinque assessori, tre conferme e due novità. E mancano ancora da assegnare alcune deleghe importanti, come cultura e turismo.
Ieri mattina a villa Schiff il riconfermato sindaco Gianni Lorenzetti ha presentato la giunta, e per l’occasione ha voluto celebrare in forma solenne il conferimento dell’incarico. La nuova squadra presenta come aveva anticipato elementi nuovi e di continuità: confermati il vicesindaco Raffaello Gianfranceschi, gli assessori Pietro Andrea Gabrielli e Giorgia Podestà; entrano Giulio Francesconi e Gina Gabrielli, al posto di Massimo Poggi ed Eleonora Petracci. Uomo per uomo, donna per donna, partito per partito (Pd e Sinistra civica ecologista). Non a caso il sindaco ha definito questo percorso come una «strettoia», dove bisogna trovare la quadra tra il voto degli elettori e la coalizione: la nomina degli assessori spetta a lui, ma deve essere fatta in accordo con i partiti alleati, e soprattutto in linea con le preferenze espresse dai cittadini. E da questo ha iniziato: «La gente sceglie, e in giunta come in consiglio ci sono delle conferme e delle novità. Le persone danno delle indicazioni, e con i partiti si fa il resto».
E da questa sintesi è nata la nuova giunta, che seppur non vede differenze di genere o di provenienza politica, ha visto una ridistribuzione delle deleghe. Con l’uscita di Poggi e Petracci sono tornati sul tavolo ambiente, decoro urbano, energie rinnovabili dal primo; urbanistica, edilizia privata, commercio e attività produttive dalla seconda.
Ad Andrea Gabrielli, assessore ai lavori pubblici, è andata ad esempio la delega all’edilizia privata. Al confermatissimo vicesindaco Gianfranceschi tornano bilancio e tributi, ma si aggiungono affari legali. A Giorgia Podestà trasporti e politiche demografiche oltre alle deleghe sociale e istruzione. Viene il turno poi delle new entry, Francesconi e Gabrielli. Francesconi è il presidente uscente della commissione urbanistica, e viene premiato con ambiente, politiche energetiche, patrimonio, protezione civile, decoro urbano, parchi e giardini. A queste, in coerenza con altri incarichi, si aggiunge prevenzione del dissesto idrogeologico, in precedenza ad Andrea Gabrielli. Ultima, ma solo per ordine, è l’assessora Gina Gabrielli. Pur alla prima esperienza politica, Gabrielli ha ottenuto un buon risultato alle urne. A lei vanno commercio e mercati, attività produttive, servizi cimiteriali, digitalizzazione e servizi informatici.
Restano fuori deleghe importanti, a partire dall’urbanistica. Questa delega rimarrà al sindaco, ma potrebbe essere assegnata in un secondo momento. Sicuro entro il 20 ottobre, data del primo consiglio comunale, verranno dati ai consiglieri che se ne faranno carico sport, cultura, turismo. Ma la vera novità di questa consiliatura è l’atto tutto politico del sindaco che vuole cedere l’incarico di presidente del consiglio comunale, finora assegnatogli dallo statuto comunale. Sindaco e presidente ricoprono del resto ruoli e funzioni distinte: il primo è il capo dell’esecutivo e della proposta politica; il secondo è “arbitro” dell’assemblea rappresentativa, organo di garanzia e controllo delle proposte.
Una fusione di incarichi che per Lorenzetti non è antitetica, ma sicuramente rende il tutto meno democratico, e non restituisce il giusto grado di energie ed impegno: «Credo sia il momento di rimettere apposto le regole della democrazia». E per questo, ha annunciato che il 20 ottobre proporrà per quel ruolo Massimo Poggi. La conferma, comunque, spetterà ai consiglieri, ma stando alle parole del sindaco non sembra che qualcuno si metterà di traverso.
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