Il Tirreno

la situazione in centro cittÁ 

Residenti stufi di degrado e violenze In arrivo controlli anche dentro i locali

Valentina Landucci
Residenti stufi di degrado e violenze In arrivo controlli anche dentro i locali

La stretta da parte delle forze dell’ordine: identificazioni  per chi rimane in giro anche dopo l’orario di chiusura

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massa. Venerdì sera le persone identificate sono state 150. In piazza e anche dentro i locali il personale delle forze dell’ordine era anche in borghese. Intorno ai luoghi più frequentati nelle ore notturne a Massa agenti e militari in divisa. Obiettivi: prevenire e sanzionare, contenere l’abuso di alcol andando a pizzicare chi non rispetta le regole nella somministrazione, verificare con identificazioni mirate (ad esempio chi so trattiene in piazza oltre l’orario di chiusura dei locali) i frequentatori del centro storico. Queste le misure in campo ormai da settimane destinate ad intensificarsi. E si andrà avanti così ancora un bel po’ stringendo la morsa dei controlli intorno a chi frequenta il centro storico nei fine settimana ma anche nei giorni infrasettimanali e chi ci lavora proprio grazie a questi frequentatori.

In mezzo ci stanno i residenti, sempre più stufi e preoccupati dei disordini che si sono ripetuti nella notte tra giovedì e venerdì e che – sostengono – non sono slegati dalle dinamiche della movida. Contrariamente a quanto emerso dalle prime indagini di polizia sull’accaduto e dalla ricostruzione dei fatti da parte della prefettura.

Che le botte e i coltelli spuntati in piazza Mercurio, a quanto pare provenienti da un attività della zona, siano o meno “figli” della mala movida cittadina ai residenti poco importa: loro non dormono, hanno paura e vivono comunque una situazione di disagio e degrado – escrementi e spazzatura in strada e davanti ai portoni la mattino – a causa dei comportamenti di chi trascorre le serate e le nottate in piazza. Sull’episodio di giovedì notte tonano a ribadire il proprio punto di vista: «Certo, non c'era la folla dei fine settimana, ma i bar erano aperti come sempre e di clienti seduti ai tavolini in piazza a bere ce n'erano, e alcuni se ne sono anche rimasti a guardare lo spettacolo come se fosse cosa normale gente che si tira addosso sedie e coltelli. Avrebbe potuto essere una strage. È una vergogna che anche di fronte a fatti tanto gravi si voglia sempre difendere le stesse parti. Siamo stufi di sentirci rispondere dalle istituzioni soltanto per via dei giornali, sempre sminuiti nelle nostre posizioni e sempre trattati da brontoloni». Insomma per chi vive in centro la degrado, disordini e anche violenze possono pure non essere definite “movida” ma «non siamo d'accordo nel fatto che si liquidi il drammatico episodio dell'altra notte come cosa slegata dal resto. Per noi è piuttosto l'ennesimo e gravissimo segnale di allarme di una città che non è affatto sicura e presidiata come continuano a ripeterci». Lo stesso comitato dei residenti si rivolge all’amministrazione comunale: «Si parla di telecamere e videosorveglianza, esattamente come tutte le volte in cui nei mesi scorsi è successo qualcosa di grave e si deve dare una risposta d'effetto ai giornali e poi niente, sempre al solito punto. Anche di fronte a fatti tanto gravi, continuano a prenderci in giro».

Valentina Landucci

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