Il presidio
Don Gnocchi, mancano medici la riapertura è più lontana
FIVIZZANO. Una grande presa in giro per i dipendenti in primis e per l’intera cittadinanza fivizzanese. Alla fine la Don Gnocchi ha dovuto ammettere le cause della chiusura della struttura fivizzanese dal primo luglio scorso e la mancata riapertura fissata per lo scorso 30 settembre: la mancanza di medici. A spiegare la situazione, un comunicato del segretario regionale Enzo Mastorci della Cisl-Fp. «Dopo l’incontro con la direzione Don Gnocchi siamo delusi poiché il traguardo della riapertura del Presidio di Fivizzano si è di nuovo allontanato e oggi non abbiamo neppure una data da traguardare, un disagio che patiscono le operatrici e gli operatori così come il territorio che si è impoverito di servizi. Il nostro timore è quello che sia la Asl a frenare la riapertura , quella Asl che dovrebbe garantire i medici per la copertura delle notti e dei fine settimana, così come dovrebbe garantire personale medico anestesista / rianimatore , figura necessaria per garantire i servizi al tipo di paziente previsto». E per la Cisl-Fp a Fivizzano è finita l’epoca del Polo Riabilitativo «la struttura quando riaprirà svolgerà funzione diverse dalla riabilitazione dovendosi occupare di pazienti fine vita, Suap, cure intermedie , stati vegetativi e solo molto marginalmente pazienti che richiedono trattamenti fisio-terapici» . Insomma per il sindacato la Don Gnocchi cambierà pelle e gli operatori / operatrici sono pronti alla nuova professionalizzazione che dovrà anche essere accompagnata da una adeguata formazione professionale. Ma cosa succederà al personale fivizzanese in attesa della riapertura? «Verrà spostato sulla struttura di Marina di Massa- dice la Cisl.Fp- situazione che sta creando sovrannumero e costringe purtroppo il personale a dover godere di ferie non richieste perché le due strutture erano organizzate in modo separato e autosufficiente». Infine per il sindacato è necessario «che la Asl e dichiari se ha la possibilità o meno di garantire le figure mediche necessarie alla riapertura oppure se tutto questo è funzionale a risparmiare risorse economiche anche visto il disavanzo sul bilancio regionale». M.L.
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