Il Tirreno

i segretari di cgil, cisl e uil 

Sindacati contro la politica «Ci avete tutti abbandonato»

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massa. I sindacati il dito lo puntano eccome. Dritto verso la politica e le istituzioni locali e regionali che per salvare Sanac e i suoi lavoratori – 110 nello stabilimento massese – «non fanno niente». Lo gridano a gran voce i segretari provinciali, Paolo Gozzani (Cgil), Andrea Figaia (Cisl ) e Franco Borghini (Uil): «Alziamo insieme la testa, risolleviamoci – scrivono i tre segretari – avevamo cercato di instaurare un rapporto collaborativo che ci auguravamo proficuo, con le amministrazioni e la politica locale, per quanto riguarda la vertenza. Abbiamo aspettato un tempo giusto e congruo di circa sei mesi dalla proclamazione dello stato di agitazione territoriale. Le istituzioni locali, ma anche i partiti, e soprattutto la Regione sono letteralmente spariti, nonostante le nostre sollecitazioni. Siamo riusciti ad ottenere un paio di incontri in video conferenza ed uno interlocutorio con l’assessore Leonardo Marras e con il presidente della unità di crisi, assolutamente inutili e superficiali al punto che il presidente della regione Eugenio Giani non ci ha mai incontrato dal suo insediamento. Forse – scrivono i sindacati – se avessimo organizzato una inaugurazione in pompa magna sarebbe venuto, invece di andare al ministero ed alzare la voce a favore di una azienda toscana. Oggi, con l’aggravarsi della situazione e l’ultimo aggiornamento della vertenza Sanac, che di fatto prevede la rinuncia all’acquisto da parte di Arcelor Mittal, ci troviamo a raccogliere i cocci di una vertenza simbolo per il nostro territorio, per il paese e per il buon senso. In questo caso non si tratta di competere e soccombere con fondi di investimento off shore ma piuttosto “solo” di pasticci all’italiana».

E i sindacalisti non demordono: «I nostri onorevoli, senatori, consiglieri, sindaci, il prefetto, cosa hanno fatto? Ci siamo dovuti rendere conto che non siete con noi. Ci avete abbandonato. Risulta che a Taranto non sia arrivato alcun segnale di vita da parte dei nostri rappresentanti locali o da parte del governo da essi eventualmente sollecitato. Finitela di fingere un impegno – è il duro attacco di Cgil, Cisl e Uil – che manifestate soltanto a parole. Il nostro territorio è rimasto fermo e abbandonato da trent’anni, fin ai tempi della chiusura delle fabbriche chimiche che ci hanno lasciato una eredità pesante sul piano ambientale, sociale ed economico per non parlare della vertenza CarraraFiere. Finitela di sciacquarvi la bocca con belle parole: fabbrica, operai, posti di lavoro, economia locale. Ora servono i fatti»

Cgil, Cisl e Uil lanciano un appello a «tutti i lavoratori pubblici e privati, ai cittadini, ai precari, ai senza lavoro, ai cassaintegrati, ai pensionati, ai malati che non hanno risposte sanitarie utili, adeguate soddisfacenti, agli studenti delle scuole secondarie ai cui viene precluso un futuro dignitoso, ai laureati costretti ad espatriare, al fine di unirsi alla nostre iniziative di mobilitazione che verranno programmate nel nostro attivo dei quadri e delegati che si terra alla Imm il giorno 18 ottobre».© RIPRODUZIONE RISERVATA



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