Il libro di Vannino Chiti e quell’accordo massese che fece da apripista
massa. Fabio Evangelisti presenta oggi al Ducale alle 18 il libro di Vannino Chiti “Pci e cattolici, una radice della diversità”: «Prima ancora di iniziarne la lettura – scrive Evangelisti – mi è venuta in mente la “giunta di programma”, l’accordo fra Dc, Pci, Pri e Psdi che portò all’elezione di Mauro Pennacchiotti a sindaco nel 1986. Nemmeno l’esplosione di Chernobyl coprì l’eco mediatica di quella vicenda. Al punto che Bettino Craxi vergò parole di fuoco contro quell’esperienza, in anni in cui la contrapposizione fra Dc e Pci era tornata a farsi marcata, dopo la tragica uccisione di Aldo Moro, anni che vedevano i socialisti sgomitare per cercare spazio ai danni di Dc e Pci, i cui principali eredi – vent’anni dopo – si sarebbero ritrovati uniti sotto le insegne del Pd». Vicende, queste, ricostruite anche nel libro di Emanuele Bertocchi, allora segretario comunale della Dc, intitolato “Periferie di una svolta”.
«Prima della “Svolta” di Occhetto, in questa piccola realtà ai margini della rossa Toscana s’era realizzato il primo significativo accordo politico e programmatico fra due forze politiche sempre state su fronti opposti. Vannino Chiti – continua Evangelisti – riassume l’evoluzione dei rapporti fra cattolici e comunisti dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Dal voto favorevole del Pci sull’articolo 7 della Costituzione che regola i rapporti fra Stato e Chiesa alla scomunica dei comunisti operata da Pio XII nel 1949; dal golpe di Pinochet al compromesso storico; dai referendum su divorzio e aborto ai governi della “non sfiducia”; fino all’avvento di Berlusconi e all’elezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica. Un excursus che dall’Ulivo del 1996 porterà alla nascita del Pd nel 2007, lasciando inalterate le questioni di fondo, come quella sul senso della sinistra nell’era della globalizzazioni, della concentrazione della ricchezza, di nuovi protagonisti come la Cina e dei rischi collegati al terrorismo religioso, alla persistenza degli armamenti e ai cambiamenti climatici. Il libro di Chiti non contiene una ricetta, ma interessanti spunti e una suggestione su cui lavorare gli Stati Uniti d’Europa».
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